L'arrivo di BYD sul mercato europeo è stata una doccia fredda per tutti. Freddissima, considerando che in un tempo molto ridotto è riuscita a superare un marchio affermato - e apprezzato - come Tesla. Sembra che sia capace di travolgere tutti i mercati contemporaneamente, grazie a una riuscita organizzazione tra auto elettriche e ibride. I numeri - però - raccontano un'altra storia.
Problemi in Cina
I dati del 2025 (e i primi risultati 2026) mostrano un contesto più complicato di quanto possa sembrare. L'utile di BYD è crollato del 19% e in Cina il marchio è sceso in quarta posizione in termine di vendite. Il fondatore Wang Chuanfu afferma che la competizione ha raggiunto il picco. La Cina è in una “fase brutale di selezione”. Dalla metà del 2025 tutti i concorrenti hanno tagliato i prezzi e i margini di BYD sono scesi velocemente. Perché è la più esposta nel segmento delle vetture economiche. Paga anche l'aumento della concorrenza interna: ormai colosso, soffre l'arrivo di nuovi protagonisti come Xiaomi e Huawei che raccolgono ampi consensi.
Nuove politiche
La Cina ha cambiato le regole per chi acquista auto elettriche: prima il governo pagava circa 2.800 dollari a chi rottamava un’auto vecchia e comprava un EV, indipendentemente dal prezzo. Ora il bonus è il 12% del prezzo dell’auto. Inoltre, dopo 10 anni, ha deciso di aggiungere una tassa del 5%. BYD si ritrova intrappolata in casa propria, perché senza sussidi perde di competitività. Per uscire da questa spirale negativa, la soluzione è allontanarsi e dirigere i propri sforzi e investimenti altrove. Lo sguardo è sull'Europa.
Il futuro passa da qui
Negli ultimi dodici mesi, BYD ha esportato 1,05 milioni di veicoli (+150% rispetto al 2024). A inizio 2026, il marchio cinese ha superato Tesla in Europa per numero di nuove immatricolazioni. A febbraio, per la prima volta, oltre il 50% delle vendite è arrivato dall’estero. L'esportazione non è l'unico orizzonte: BYD sta costruendo una rete globale di fabbriche a un ritmo impressionante. Lo stabilimento di Szeged, in Ungheria, produrrà fino a 300.000 veicoli l’anno, azzerando i dazi del 27%. Parliamo ormai un concorrente locale a tutti gli effetti. Da produttore cinese, a esportare globale fino a super potenza mondiale. Toyota ci mise 10 anni, BYD è arrivata in Europa nel 2022.
Strategie
Il sistema BYD per prendersi l'Europa
Il colosso cinese vende meno in Cina e sposta le sue mire altrove
© Getty Images
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