Tennis, Binaghi: "Abituati alle imprese di Sinner, senza squalifica..."

"Siamo abituati alle imprese di questo grande campione. Se non avesse avuto quella squalifica ingiusta che grida vendetta, il numero 1 non l'avrebbe mai lasciato, perché è il giocatore più forte al mondo. Noto con piacere che ha anche un'ottima adattabilità su quella che sembrava essere la sua superficie meno favorevole, la terra battuta. Questa è un'ottima notizia, non solo per lui ma anche per noi, perché lo aspettiamo a Roma a braccia aperte per cercare di sfatare il tabù che va avanti da 50 anni nel singolare maschile e che quest'anno dobbiamo cercare di conquistare". Così Angelo Binaghi, presidente della Federtennis, ospite di 'Radio Anch'io Sport' su Rai Radio 1, sul trionfo di Sinner a Montecarlo, con conseguente ritorno in vetta alla classifica mondiale. Anno della svolta sul rosso? E ora cosa farà a Madrid? "Una delle forze di Sinner è avere il team e la famiglia migliori del mondo che lo consiglieranno per il meglio. Noi attendiamo, sappiamo che Roma è in cima ai suoi pensieri - afferma - Francamente non so cosa sperare per Madrid, farà quello che si sente e quello che gli consiglieranno. Per quanto concerne le performance sul rosso, non dobbiamo dimenticare che lo scorso anno ha avuto tre match point al Roland Garros. Credo che avesse già un livello altissimo sulla terra battuta: non dimentichiamo che Alcaraz è nato e cresciuto sulla terra mentre Sinner ha avuto una formazione più completa, con un gioco che si adatta meglio al veloce indoor. Jannik aveva già dimostrato di essere un campione sul rosso, a Roma aveva fatto finale con due set point sempre contro Alcaraz. Ora sta mettendo le cose a posto anche sulla terra battuta".