Inghilterra

Premier, volata finale City-Arsenal: a decidere può essere... la differenza reti

Dopo il successo del City sul Chelsea, Guardiola vede l'aggancio: con il recupero del 22 maggio e lo scontro diretto i Gunners rischiano

Il campionato inglese si sta trasformando in una sfida dove non vince chi fa più punti, ma chi segna un gol in più degli altri. Il successo pesantissimo del Manchester City sul campo del Chelsea ha ufficialmente rimescolato le carte, portando la squadra di Pep Guardiola a quota 64 punti e mettendo nel mirino un Arsenal che resta fermo a 70 punti, complice la sconfitta in casa dal Bournemouth. La proiezione matematica ora non lascia scampo a interpretazioni: in caso di arrivo a pari punti il titolo potrebbe essere assegnato per la differenza reti in un fotofinish a quota 85 che produrrebbe l'epilogo più clamoroso. Se i Gunners infatti dovessero vincere tutte le restanti gare cadendo solo nello scontro diretto, verrebbero raggiunti dai Citizens che, vincendo il recupero del 22 maggio contro il Crystal Palace e facendo bottino pieno, toccherebbero la medesima cifra in classifica. 

In questo scenario da infarto, il primo criterio di spareggio diventerebbe la differenza reti (il secondo i gol fatti e in caso di clamorosa e ulteriore parità si passerebbe allo scontro diretto, ndr), che al momento vede l'Arsenal avanti con un +38 rispetto al +35 dei rivali. Tuttavia, il vantaggio di Arteta è tutt'altro che rassicurante poiché il City ha ancora la possibilità di gonfiare il proprio bottino nel match contro il Palace e soprattutto nello scontro diretto del 19 aprile all'Etihad. Quel giorno ogni marcatura varrebbe letteralmente il doppio, migliorando la statistica dei campioni in carica e peggiorando contemporaneamente quella dei londinesi (o viceversa) in un gioco a somma zero che rende ogni azione d'attacco decisiva da qui all'ultima giornata.

Sullo sfondo di questa battaglia aritmetica resta la pressione psicologica di una piazza che attende il trionfo dalla leggendaria stagione 2003/2004, quella degli "Invincibles" di Arsène Wenger. Per l'Arsenal, un digiuno lungo ventidue anni rischia di trasformarsi in un incubo proprio sul più bello, tirando fuori i demoni della stagione 2023/2024, quando i Gunners persero il campionato per soli due punti nei confronti del City.