Sofia Fiorini è stata per molti la grande sorpresa dei recenti campionati mondiali a squadre di marcia, disputati a Brasilia la scorsa domenica 12 aprile, in virtù del suo eccellente secondo posto nella 42,195 km, la nuova distanza introdotta da quest'anno, grazie al quale ha anche regalato un secondo argento, oltre al suo della prova individuale, alla formazione femminile composta anche da Federica Curiazzi ed Eleonora Giorgi.
La marciatrice, 21 anni compiuti lo scorso 19 agosto, nativa di Bibbiena in provincia di Arezzo, è esplosa all'attenzione generale proprio dall'inizio del 2026, dominando i campionati italiani sia sui 42,195 km che sui 21,097, disputati tra gennaio e marzo, ma anche realizzando la miglior prestazione italiana under 23 sui 3.000 indoor di marcia in pista, a dimostrazione di una grande adattabilità su ogni distanza, ma anche situazione climatica, pensando al diluvio sotto cui ha vinto il titolo nazionale nella maratona e all'altitudine di Brasilia, sempre difficile da affrontare per chi non è abituato.
L'esperienza in Brasile, la seconda a livello di nazionale assoluta dopo gli europei a squadre del 2024 a Podebrady, l'ha affrontata con una naturalezza da atleta esperta, senza tradire la minima emozione di fronte ad avversarie di elevato valore, arrendendosi infine solo alla fortissima ecuadoregna Paula Torres, che ha fatto gara a se sin dall'inizio, ma chiudendo in ogni caso in grande spinta dopo quasi 3 ore e 30 minuti, dimostrando alla traguardo una incredibile freschezza.
Il suo futuro sembra dunque avviato verso le più alte vette della disciplina a livello internazionale, a iniziare naturalmente dagli Europei di Birmingham, ma il suo cammino è in ogni caso appena iniziato come racconta dalle sue emozioni.
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Sofia, una enorme soddisfazione alla tua seconda esperienza con la maglia della nazionale assoluta. Ti aspettavi questo risultato?
"Sicuramente è una grande soddisfazione. Essere alla mia seconda esperienza con la nazionale assoluta era già un traguardo importante, quindi arrivare a questo risultato mi rende molto felice. Le aspettative c’erano, perché sapevo di essere in un buon momento di forma, ma ho cercato di affrontare la gara concentrandomi su quello che dovevo fare, con l’obiettivo principale di divertirmi e godermi l’esperienza. È un risultato che mi dà fiducia, ma che vedo soprattutto come un punto di partenza e anche come una tappa di passaggio all’interno di un percorso a lungo termine.
Hai dimostrato dall’inizio dell’anno di saper emergere al meglio da distanze brevissime sino a quelle più lunghe. Come è nata la scelta di gareggiare sulla 42,195 km?
"È stata una scelta condivisa all’inizio della stagione insieme al mio allenatore Alessandro Gandellini in quanto, dopo il lavoro fatto l’anno precedente, abbiamo deciso di concentrarci sulla lunga distanza per costruire una base solida su cui lavorare. Già l’anno scorso il lavoro sulle distanze più lunghe, in preparazione della 35 km, mi aveva ripagato e mi aveva permesso di esprimermi bene anche quando sono scesa su distanze più brevi, in particolare sulla 20 km. Per questo abbiamo scelto di proseguire su questa linea, cercando di consolidare ancora di più questo tipo di lavoro. Le lunghe distanze mi sono sempre piaciute e sento che sono molto nelle mie caratteristiche. La 42 km è sicuramente molto impegnativa, ma proprio per questo è anche stimolante da affrontare e mi dà motivazione nel lavoro quotidiano."
Hai marciato per quasi tre ore e mezza, con un’umidità notevole, in altitudine, eppure al traguardo sembravi molto fresca. Pensi che avresti potuto spingerti anche oltre come ritmo?
"Sì, sono arrivata al traguardo abbastanza fresca, ma la gestione della gara è stata una scelta precisa. Le condizioni erano un’incognita, tra umidità e altitudine, e non avevo ancora esperienza da protagonista su un palcoscenico di questo livello, quindi ho preferito partire in modo prudente e controllato. Nella prima parte ho cercato di gestire il ritmo restando in gruppo, facendomi un po’ portare senza forzare troppo. Poi, dopo metà gara, ho deciso di mettermi sul mio ritmo e ho cambiato andatura, rendendola più brillante. Sono comunque arrivata in controllo e con buone sensazioni, e questo mi dà fiducia per i prossimi appuntamenti."
Cosa ti ha spinto verso la marcia e quando hai iniziato?
"Fin da piccola ho sempre amato lo sport, soprattutto all’aria aperta. Ho iniziato con l’atletica leggera già a quattro anni, dai campi di atletica di Poppi, quindi è sempre stata una parte naturale della mia crescita. La marcia l’ho scoperta un po’ per caso, la prima gara l’ho fatta nel 2012, sui 600 metri a Cervia. Nei primi anni la alternavo alla corsa, poi dal primo anno ragazze ho iniziato a partecipare al CDS di marcia in Toscana e, dal primo anno cadette, anche ai Campionati Italiani di categoria. Da lì ho iniziato a dedicarmi sempre di più a questa disciplina e non l’ho più lasciata. Nel tempo è diventata una costante del mio percorso e oggi rappresenta una parte fondamentale di quello che sono."
Da circa 1 anno ti alleni a Milano con l’ex marciatore Alessandro Gandellini. Cosa è riuscito a trasmetterti rispetto a prima?
"Mi sono trasferita a Milano a settembre 2024 e da maggio 2025 sono seguita da Alessandro Gandellini. È stato un cambiamento importante sotto molti aspetti. È cambiato il modo di lavorare, gli allenamenti sono diventati più strutturati e intensi, con un approccio diverso sia dal punto di vista atletico che muscolare, quindi una preparazione più completa a 360 gradi. Ma il cambiamento più grande è stato soprattutto mentale. Il fatto che lui sia stato atleta mi ha aiutata molto, perché riesce a darmi consigli pratici e concreti e soprattutto mi ha trasmesso convinzione nel lavoro che facciamo. Questo mi ha permesso di acquisire più consapevolezza e sicurezza, oltre a una maggiore tranquillità nell’affrontare le gare. In più ho la fortuna di allenarmi al campo Pino Dordoni di Sesto San Giovanni, dove è presente anche Roberto Vanzillotta, una figura importante che ci dà spesso consigli utili e che rappresenta un ulteriore punto di riferimento. Tutti questi aspetti, messi insieme, sono dei tasselli che hanno contribuito al mio miglioramento. Sono magari cose che dall’esterno si vedono meno, ma che per me fanno la differenza, soprattutto in termini di serenità e sicurezza in quello che faccio."
Che effetto ti fa essere ormai considerata l’erede naturale di Antonella Palmisano?
"Penso che per tutti noi marciatori Antonella sia un grande punto di riferimento, quasi un simbolo della marcia italiana, soprattutto dopo quello che è riuscita a fare con l’oro olimpico a Tokyo. Essere anche solo accostata a lei fa sicuramente piacere ed è motivo di orgoglio. Allo stesso tempo però è qualcosa a cui non penso troppo: preferisco rimanere concentrata sul mio percorso, anche perché sono all’inizio della mia esperienza a livello internazionale. La vivo più come uno stimolo che come una pressione. Voglio continuare su questa strada, crescendo passo dopo passo, cercando sempre di divertirmi, affrontare allenamenti e gare con il sorriso e vivere al meglio ogni esperienza. Poi, diciamolo, ho ancora tanti chilometri e soprattutto tante medaglie da conquistare prima di poter essere anche solo paragonata a lei."
Quali saranno i tuoi prossimi impegni agonistici?
La prima parte di stagione si è conclusa nel migliore dei modi con i Mondiali a squadre in Brasile. Adesso l’obiettivo è prendersi qualche settimana di recupero per ricaricare energie. Da lì avremo circa quattro mesi per preparare il prossimo grande appuntamento della stagione, che saranno gli Europei di Birmingham ad agosto. Nel mezzo ci sarà probabilmente qualche gara di passaggio, ma il focus principale resta quello di arrivare pronta a quell’appuntamento."
Per gli Europei hai il minimo su 21 e 42 km. Su quale punterai?
"È una scelta che devo ancora definire insieme allo staff, quindi al momento non è ancora deciso su quale distanza gareggerò. Sicuramente fa piacere aver ottenuto il minimo su entrambe, anche perché sono due distanze che mi piacciono e nelle quali mi trovo bene. L’obiettivo principale sarà quello di confermare lo stato di forma mostrato in questa prima parte di stagione e arrivare pronta all’appuntamento. La scorsa stagione ho partecipato agli Europei a squadre di marcia e agli Europei Under 23 di Bergen, mentre questa sarà la mia prima esperienza in un Europeo individuale assoluto. Voglio viverla al meglio e godermi il momento, perché so che sono esperienze importanti per la mia crescita."
Quali sono le tue passioni oltre la marcia?
"Oltre alla marcia, una mia grande passione è il calcio, sono tifosa dell’Inter e ho anche l’abbonamento allo stadio. Mi piace molto anche viaggiare: ho già visitato circa 40 Paesi nel mondo e cerco di farlo ogni volta che ne ho la possibilità, sia in compagnia che da sola. Negli ultimi tempi mi sono appassionata anche alla cucina, che è un altro modo per rilassarmi e staccare dagli allenamenti."
Tra 21 km e 42 km, quale preferisci anche in ottica Olimpiadi?
"Sono due distanze che mi piacciono entrambe e nelle quali mi trovo bene, quindi al momento non ho una preferenza netta. Chiaramente, guardando in prospettiva olimpica, il programma prevede la 21 km, quindi nelle prossime stagioni ci sarà da orientarsi sempre di più su quella distanza. Detto questo, per ora continuo a lavorare su entrambe, perché credo che siano comunque complementari nel mio percorso di crescita."
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