Amarcord

Usare il telefono in auto era legale

La "cornetta" a bordo delle auto era un vero e proprio status symbol

di Redazione Drive Up
© instagram

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L’uso dello smartphone al volante è considerato uno dei pericoli principali per la sicurezza stradale, sanzionato con severità e contrastato da campagne di sensibilizzazione incessanti. Eppure, è esistito un tempo - non troppo lontano - in cui telefonare mentre si guidava non solo era perfettamente legale, ma rappresentava il massimo status symbol per il manager in carriera.

L’epoca d’oro dei telefoni fissi
Prima della diffusione capillare dei cellulari tascabili, il "telefono veicolare" era un dispositivo imponente e affascinante. Integrato direttamente nella plancia o installato su supporti dedicati, era collegato a una potente antenna esterna che garantiva ricezione anche dove i primi portatili faticavano a trovare segnale. Questi dispositivi, con i loro cavi a spirale e i tasti retroilluminati, permettevano di gestire chiamate di lavoro in totale libertà legislativa.
Il cambio di paradigma
Il contrasto con la realtà attuale è netto e riflette una profonda evoluzione della consapevolezza collettiva. Se negli anni '90 la distrazione da telefono era un fenomeno limitato a una ristretta cerchia di utenti e percepito come trascurabile, l’esplosione della messaggistica e dei social ha trasformato il dispositivo in una fonte di pericolo costante. Le case automobilistiche investono miliardi in sistemi di controllo vocale e interfacce "hands-free" per eliminare il contatto fisico con il dispositivo.

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