Sarebbe stata la denuncia di una dipendente di un locale a smascherare il sistema che prevedeva party con escort di lusso in quel di Milano con al centro i calciatori di Serie A e non solo. La Procura di Milano ha aperto un'indagine contro il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione nei locali della movida milanese e nelle intercettazioni agli atti si sente anche: "C'è un mio amico, pilota di Formula 1 che viene qui a Milano stasera, vuole una tipa a pagamento".
Sotto inchiesta la rete gestita da marito e moglie e due collaboratori, tutti e quattro attualmente ai domiciliari. I protagonisti operavano tramite una società operante a Cinisello Balsamo, nei pressi di Milano: sui social la società, scrive La Repubblica, postava foto accattivanti e annunci di ricerca di "nuovi collaboratori" ovvero ragazze e ragazzi con "spiccata abilità nelle pubbliche relazioni". Per i pm trattasi di una copertura per offrire dei facoltosi post-partita (roba da migliaia di euro) a clienti con giovani ragazze assoldate per l'occasione.
In sostanza venivano messe a disposizione delle escort nei locali milanesi (questi ultimi estranei) con tanto di post-serata in hotel a cinque stelle. Nel pacchetto anche una sniffata di gas esilarante contenuto all'interno di palloncini e non rilevante dai test antidoping. La Guardia di Finanza ha sequestrato preventivamente circa 1,2 milioni di euro di proventi derivanti dai servizi offerti a servizi e imprenditori. Circa dieci invece le donne coinvolte, fa sapere il Corriere della Sera, di una età coinvolta tra i 18 e i 30 anni: a loro andava il 50% dei proventi.
Festini anche il lockdown -
Anche "nel periodo del lockdown e di limitazione agli incontri" a causa del Covid venivano "organizzati quasi tutti i giorni eventi mondani con servizio di escort" e le ragazze avevano "rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti, selezionati soprattutto fra i calciatori professionisti". Sono passaggi del racconto di una delle giovani prostitute che, il 23 agosto 2024, ha deciso di denunciare Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, finiti ieri agli arresti domiciliari, anche per associazione a delinquere, assieme ad altre due persone.
La donna ha raccontato agli inquirenti, nell'inchiesta del nucleo di Polizia economico finanziaria della Gdf e come si legge nell'ordinanza della gip Chiara Valori, di aver vissuto a Cinisello Balsamo, nel Milanese, in un appartamento nello stesso palazzo dove aveva la sede la Ma.De, dal 2019 al 2023. Nell'edificio, ha riferito, c'era anche "una discoteca abusiva" e gli eventi venivano pubblicizzati su Instagram. E "Ronchi e Buttini trattenevano almeno il 50% dell'importo pagato, consegnando alla ragazza il resto". La ragazza ha parlato del caso di una colombiana che "nel 2022 era costretta a prostituirsi in cambio di mille euro", di cui solo la metà restava a lei. Le giovani dovevano "versare anche il canone d'affitto delle camere" sempre in quel palazzo. Non tutte le ragazze che lavoravano per la coppia erano "escort", alcune solo "ragazze immagine". La teste ha fatto i nomi di cinque che si prostituivano. E ha messo a verbale anche i nomi di coloro che si occupavano di "contattare i clienti" e "selezionare le ragazze", degli "autisti" che portavano le giovani e gli sportivi in locali, ristoranti e alberghi o a Cinisello, dei bodyguard e dei dj. Dichiarazioni che hanno "trovato riscontri".