
Inter, il pagellone del 21esimo scudetto: da Lautaro a Chivu, passando per Sommer
La furia di Dimarco, la voglia di Pio Esposito, la conferma di Calhanoglu e Zielinski: tutti i voti dei campioni nerazzurri

SOMMER 6,5
Stagione complicata, con qualche errore di troppo e meno parate decisive rispetto al passato. Se la finale di Champions 2024-25 era stata raggiunta grazie soprattutto alle due parate, questo campionato l’ha visto in secondo piano, nonostante i molti clean sheet totalizzati dalla squadra.
JOSEP MARTINEZ 6
È stato pesantemente condizionato a livello psicologico dal tragico incidente automobilistico nel quale è stato coinvolto. Si è dovuto fermare, è tornato probabilmente senza la stessa sicurezza, ma quando è stato chiamato in causa ha fatto la sua parte senza lasciare rimpianti né rimorsi.
ACERBI 6,5
L’uomo che ha fermato tutti i più grandi attaccanti d’Europa si è dovuto accontentare di poche apparizioni, durante le quali però ha sempre dato il meglio di sé stesso, mettendo la sua esperienza al servizio di una squadra che in certi momenti aveva bisogno di lui come dell’aria da respirare.
AKANJI 7,5
All’inizio della stagione qualcuno si chiedeva se valesse la pena lasciar partire Pavard per sostituirlo con l’ex Manchester City. Sono bastate poche giornate per capire che lo svizzero interpreta il ruolo di difensore centrale in maniera modernissima, con doti fisiche non comuni.
BASTONI 7
Mezza stagione condizionata, pesantemente, da quell’episodio polemico durante Inter-Juventus. Senza quello, probabilmente sarebbe dall’8 in su. Dal punto di vista tecnico invece niente da eccepire, pochi errori come d’abitudine, con molta buona volontà e attaccamento alla maglia.
BISSECK 7
Ecco uno di quei giocatori che passo dopo passo crescono e imparano a correggere i propri errori. Con il fisico che ha, può anche permettersi qualche incursione in avanti, è migliorato moltissimo anche nelle chiusure difensive uno contro uno.
CARLOS AUGUSTO 7
Il jolly che tutti gli allenatori vorrebbero avere a disposizione. Sufficientemente tecnico per fare dal vice-Dimarco, sufficientemente cattivo per prendere il posto di Bastoni, sufficientemente umile per mettersi all’occorrenza sulla fascia destra e applicarsi come un ragazzo di bottega.
DE VRIJ 6,5
Utilizzato con il contagocce, non ha mai alzato la voce. Ha accettato la panchina e si è fatto sempre trovare pronto quando Chivu ha avuto bisogno di lui. Anche se non ha l’elasticità e la velocità di quando è arrivato all’Inter, è stato ancora una volta una risorsa importante.
DARMIAN 6
Gran parte della stagione saltata per un infortunio, qualche apparizione sporadica, anche perché la condizione non è mai tornata a livelli che si avvicinassero alle stagioni scorse. Come al solito ha fatto però la sua parte nelle vesti di uomo-spogliatoio.
DIMARCO 8,5
Per tre quarti della stagione è stato una furia inarrestabile. Ha stabilito il record di assist e ha segnato gol decisivi oltre che molto belli. Ha inventato calcio con soluzioni visionarie. Nell’ultimo periodo aveva tutto il diritto di essere un pochino stanco.
DUMFRIES 7,5
La sua lunga assenza si è sentita, ma ancora di più si è sentito, positivamente, il suo successivo ritorno, soprattutto nella partita vinta a Como con due suoi colpi di testa vincenti, partita che ha immesso l’Inter sul rettilineo finale per tagliare il traguardo a braccia alzate.
BARELLA 8
Non è stata la sua stagione migliore, in passato aveva segnato di più e confezionato più assist. Però il suo ultimo periodo è stato molto vicino al miglior Barella che si sia visto con la maglia nerazzurra e questo è sicuramente un grande merito.
CALHANOGLU 7,5
Doveva essere al Galatasaray, invece poi ha accettato di restare e ha anche dimostrato di crederci, nonostante gli infortuni che l’hanno bloccato. Idee,
assist e soprattutto quel gol da distanza siderale contro la Roma, che ha dato sicurezza a tutto l’ambiente.
DIOUF 6
Un investimento pesante che non ha dato i frutti sperati. Qualche lampo si è visto, soprattutto in Champions League, ma non si è capito bene alla fine che tipo di giocatore sia a livello tattico ma anche a livello caratteriale. Da rivedere.
FRATTESI 6
Poche opportunità, non sempre sfruttate nel migliore dei modi, Uno di quelli che se ne volevano andare ma che poi sono restati, buoni rapporti con tutto lo spogliatoio ma poca lucidità quando è stato chiamato in causa: proprio quest’ultima era stata la sua arma in passato.
LUIS HENRIQUE 6,5
Ha sopportato tanti fischi e tanti mugugni da parte del pubblico di San Siro quando ha avuto l’opportunità di giocare al posto di Dumfries. Non è il suo ruolo e lo sapeva anche lui. Ha stretto i denti e comunque durante il suo periodo da titolare la squadra non ha avuto contraccolpi.
MKHITARYAN 6,5
È passato dalla titolarità assoluta nell’era di Simone Inzaghi a qualche spezzone di partita con Chivu. Stagione sicuramente rallentata da un infortunio serio ma anche dagli anni che passano inesorabili portandosi via un po’ della vecchia brillantezza.
SUCIC 6,5
Il talento c’è ed è indiscutibile, anche se forse è stato un po’ frenato da chi l’ha paragonato a Modric. Ottima la prima parte della stagione, con molte giocate da campione. A ritmo molto più ridotto la seconda parte, con alcuni errori di valutazione e qualche partita riuscita male.
ZIELINSKI 7,5
È un piacere vederlo calciare dal limite con quello stile da manuale del calcio. Ma da qualche mese è anche un piacere vederlo dirigere l’orchestra con i tempi giusti, in tutte le occasioni in cui è stato chiamato a inventarsi vice-Calhanoglu, ruolo che prima gli faceva paura e ora non più.
BONNY 7
Voluto fortemente da Chivu che l’ha allenato al Parma, ha da subito dimostrato di possedere delle qualità considerevoli. Ha rallentato da un certo punto in poi, forse si è sentito un po’ oscurato dall’esplosione di Pio Esposito che si è preso tutta la scena.
PIO ESPOSITO 8
Quando fa a sportellate con certi difensori contundenti, tutto sembra tranne che un ventenne. Invece è un ragazzo con tanta qualità e tanta voglia di imparare, che alla prima stagione in Serie A (nemmeno titolare fisso) ha segnato gol importanti e regalato assist decisivi.
LAUTARO MARTINEZ 9
Quando c’è stato, si è fatto sentire, eccome. Quando non c’è stato, si è fatto sentire nel senso opposto (ma è sempre stato vicino alla squadra). Nonostante due infortuni seri, è stato un capitano vero in tutti i momenti e un cannoniere vero quando il fisico non gli ha giocato brutti scherzi. Patrimonio da salvaguardare, può scrivere ancora tanta storia dell’Inter.
THURAM 8
Dice di dormire sedici ore al giorno e allora viene il sospetto che la letargia possa essere la causa della lunga astinenza da gol di inizio 2026. Quello succedeva in mezzo alla stagione. Il “prima” e il “dopo” sono stati tinteggiati da gol importanti e da assist che sono lui è in grado di fare.
ALLENATORE CHIVU 8
Sarebbe da 9 se non avesse perso due derby che hanno lasciato l’amaro in bocca alla tifoseria, passi pure il solo punto preso con il Napoli. Però alla fine ha vinto lo scudetto al primo anno iniziato da capo allenatore. E allora di che stiamo parlando? Ha ragione lui.