"Il forfait di Alcaraz non ha condizionato la mia decisione di essere qui. Giocare a Madrid è un'opportunità per capire meglio come adattarmi a queste condizioni". Così Jannik Sinner parla a Sky Sport alla vigilia del Madrid Open. "So cosa ho fatto negli ultimi tre tornei - ha aggiunto - è stata una lunga tirata, ma fisicamente mi sento abbastanza bene. Un po' di stanchezza c'è ed è normale". Poi Sinner parla delle critiche: "Sono bravo a non ascoltare nessuno, solo io so quanto lavoro c'è dietro. È stato un periodo positivo con tante partite vinte, ma so che la stagione può cambiare in un attimo. Non mi esalto quando vinco e non mi butto giù quando perdo".
"Il piano è giocare e cercare di competere al meglio. Andrò giorno per giorno", ha detto poi in conferenza alla vigilia dell'inizio del main draw maschile del Mutua Madrid Open, quarto "1000" della stagione, che l'azzurro cercherà di conquistare per la prima volta in carriera. "Sono qui per dare il massimo", nella speranza non solo di sfatare il tabù, ma anche di diventare il primo tennista nella storia a trionfare in cinque tornei consecutivi di questa categoria: come lui - che è imbattuto dal cemento indoor di Parigi dello scorso autunno, solo Rafael Nadal e Novak Djokovic ne hanno vinti quattro consecutivamente, e mai nessuno si è spinto oltre. Vincere il titolo alla Caja Magica, inoltre, darebbe un altro record a Sinner, che potrebbe essere l'unico a vincere nello stesso anno i primi quattro "1000" in calendario (Indian Wells, Miami, Monte-Carlo e appunto Madrid). "Credo che il torneo abbia condizioni molto particolari", ha però ricordato l'altoatesino, mai andato oltre i quarti di finale nelle sue tre partecipazioni in carriera nel torneo.
"C'è l'altitudine, a volte può esserci vento, non è così facile giocare. Ma penso che qualsiasi campo in terra rossa possa aiutarmi. Sto cercando di migliorare come giocatore e questo torneo può essere uno dei più impegnativi - ha aggiunto -. Non ho mai giocato bene qui. Vedremo cosa riesco a fare quest'anno." L'assenza del suo rivale e diretto inseguitore Carlos Alcaraz (infortunatosi al polso), non cambia l'approccio di Sinner, che non vuole sottovalutare le insidie. "Un tabellone senza Carlos e senza Djokovic è una cosa abbastanza rara, anche se ultimamente posso incontrare Carlos solo in finale. Attualmente, però, penso ad un giorno alla volta. All'esordio sfiderò un qualificato, che avrà già un paio di partite nelle gambe qui. Devo cercare di capire come giocare bene su questi campi".