Questa mattina al Salone d’Onore del CONI, nel corso del Consiglio Nazionale del Comitato Italiano Paralimpico, il vogatore azzurro Giacomo Perini ha ricevuto la medaglia di bronzo conquistata ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024 nel singolo PR1.
L'atleta romano, una volta terminata la gara al terzo posto era stato inizialmente squalificato per la presenza di uno smartphone a bordo dell'imbarcazione e dimenticato in una borsa tecnica. Una decisione dimostratasi ingiustificata per una svista formale che non aveva minimamente influenzato la prestazione atletica. Tuttavia, gli sforzi uniti del Comitato Italiano Paralimpico, della Federazione Italiana Canottaggio e il ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) hanno ribaltato l’esito iniziale. Il TAS ha stabilito che la sanzione della squalifica era sproporzionata, ripristinando ufficialmente il risultato ottenuto in gara.
La medaglia è stata consegnata a Perini dal Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Marco Giunio De Sanctis alla presenza del nuovo Presidente della FIC Rossano Galtarossa, del Comandante del Centro Sportivo della Guardia di Finanza, Gen.D. Antonio Marco Appella, affiancato dai rappresentanti del Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle, di cui Perini fa parte.
“Questa medaglia la voglio dedicare ai miei famigliari, che sono i miei primi sponsor e quelli che hanno sempre creduto in me – ha sottolineato l’azzurro - Per una persona con disabilità la medaglia è solo la punta dell’iceberg, la cosa più importante è la possibilità di riprendere la vita in mano, di conoscere la propria disabilità e di vederla non come un limite ma come un’opportunità". Perini ha poi ringraziato chi ha reso possibile questa vittoria. "È passato un anno e mezzo, ma è uno stimolo per proseguire nel modo migliore verso Los Angeles insieme alle Fiamme Gialle che mi hanno accolto nella loro famiglia. Ringrazio il Circolo Canottieri Aniene per aver contribuito al raggiungimento di questo risultato, oltre alla FIC e al CIP per aver reso possibile il riconoscimento di quanto mi era stato ingiustamente tolto”.