Ciclismo, Tour of the Alps: a Pidcock la quarta tappa. Pellizzari resta leader, caduta e ritiro per Finn

© Getty Images

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Arriva la rivincita per Tom Pidcock nel Tour of the Alps 2026. Nella terza tappa - 174 chilometri da Laces ad Arco, la più lunga di quest'edizione -, il britannico della Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team è riuscito a prendersi il successo in uno sprint ristretto battendo Tommaso Dati, invertendo l’ordine d’arrivo di due giorni fa a Innsbruck. Resta in maglia verde di leader della classifica generale Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-Hansgrohe).

La gara - La tappa è stata segnata da una brutta caduta di gruppo nelle battute iniziali, con la corsa neutralizzata per una ventina di minuti. Oltre una trentina i corridori coinvolti, tra cui Lorenzo Finn (Red Bull-Bora-Hansgrohe), protagonista nella tappa di ieri vinta dal compagno di squadra Pellizzari. Il talento azzurro 2006 è stato costretto al ritiro e trasportato in ospedale per controlli. Una volta ripartiti si è formata la fuga di giornata con l'olandese Sam Oomen (Lidl-Trek) e l'irlandese Darren Rafferty (EF Education-Easy Post). I due sono sempre stati controllati a distanza dal gruppo che gli ha lasciato al massimo un paio di minuti di vantaggio, prima di riprenderli a quattro a 4 chilometri dall’arrivo. In tanti hanno provato ad avvantaggiarsi nel finale, ma è stata volata ristretta. Nell'ultima curva l'allungo decisivo è stato quello di Pidcock che ha lanciato lo sprint e ha vinto abbastanza nettamente. Alle sue spalle Dati, Egan Bernal (Ineos Grenadiers) e Luca Paletti (Bardiani CSF 7 Saber).

La tappa di domani - La quarta tappa partirà da Arco e si concluderà a Trento dopo 169 chilometri. Con i suoi 3600 metri di dislivello si candida al ruolo di frazione regina dell’edizione 2026. Pronti via il gruppo affronterà il GPM di prima categoria del Passo Bordala (14,8 km al 6,9%). Dopo lo scollinamento, una discesa veloce conduce nella valle dell’Adige, da cui la strada risale in direzione di Vigolo Vattaro. Una breve e tortuosa discesa porta poi in Valsugana, ai piedi del Passo del Redebus, altro GPM di prima categoria (12,9 km al 6,8%).
La discesa del Redebus introduce un circuito di 37 chilometri, composto da un tratto in falsopiano fino a Baselga di Piné, una discesa ripida, un segmento pianeggiante e un nuovo falsopiano che immette sulla salita di Brusago, con i primi tre chilometri costantemente in doppia cifra. Completato l’anello, il gruppo punterà verso Trento per un finale nervoso e tecnico, caratterizzato dall’ascesa di Povo, già snodo decisivo dei Campionati Europei del 2021. Dallo scollinamento mancheranno dieci chilometri al traguardo: i primi in discesa, gli ultimi in pianura, fino all’arrivo nel cuore di Trento.