NUMERO UNO

Inter, una prima volta anche per il pluri-scudettato Marotta: la firma del Presidente sul 21esimo tricolore

Per il numero uno nerazzurro il primo successo da quando è al vertice del club nerazzurro

di Enzo Palladini

Vincere lo scudetto da direttore generale è una notevole soddisfazione, vincerlo da presidente, sia pure presidente-manager, dà ancora più diritto a entrare nella storia del club. È ciò che è appena successo a Beppe Marotta, che di titoli in carriera ne ha collezionati parecchi, ma sempre con un ruolo intermedio, mai come numero uno dei club.

Oaktree ha scelto Marotta come presidente perché sa fare il suo mestiere, perché conosce bene il calcio, i calciatori, gli allenatori, i dirigenti, i procuratori e - perché no - anche regolamenti e le carte federali. Ha iniziato a fare questo mestiere poco più che adolescente nel settore giovanile del Varese, quando aveva praticamente la stessa età dei giocatori. È stato direttore generale di Monza, Como, Ravenna, Venezia, Atalanta, Sampdoria. Dal 2010 è stato l’artefice della rinascita della Juventus partecipando a sette dei nove scudetti consecutivi. Ha costruito salvezze e promozioni, qualificazioni inaspettate per la Champions League (Sampdoria), ha scoperto allenatori e gestito campioni.

Il 13 dicembre 2018, Giuseppe Marotta, per tutti Beppe (forse anche per non confonderlo con l’omonimo scrittore e sceneggiatore napoletano) è stato nominato amministratore delegato dell’Inter sotto la proprietà della famiglia Zhang. Il piano di rilancio è stato portato avanti alla perfezione con la scelta di un vecchio amico, Antonio Conte, per la panchina nerazzurra: secondo posto alla prima stagione, scudetto alla seconda. E proprio a quel punto, con l’addio dell’allenatore campione d’Italia, si è percepito quanto potesse essere importante un dirigente del genere per il club. In pochissimo tempo è arrivata la scelta, rivelatasi poi azzeccatissima, di Simone Inzaghi, che in quattro stagioni ha vinto uno scudetto e raggiunto due finali di Champions League.

C’è il lavoro di Marotta anche nell’operazione che ha spostato la proprietà dalla Cina (Steven Zhang) agli Stati Uniti (fondo Oaktree), operazione che ha portato Marotta a sedersi sulla poltrona più prestigiosa di un club, quella di presidente. La nomina ufficiale è datata 4 giugno 2024, subito dopo la conquista del secondo scudetto da amministratore delegato, con poteri ancora più ampi. Gestire il finale-shock della scorsa stagione, con tre traguardi clamorosamente sfumati a un passo dal traguardo, è stata un’altra impresa da grande dirigente, calcolando anche l’addio di Simone Inzaghi alla vigilia di un appuntamento importante come il Mondiale per Club. Qui i meriti di Marotta sono doppi e consistono prima nell’aver scelto Cristian Chivu come allenatore, e poi per averlo difeso e protetto dai molti attacchi esterni, fino a metterlo nelle condizioni di conquistare il 21° scudetto della storia nerazzurra.

Con questo risultato, Marotta entra ancora più di diritto nella storia nerazzurra. È il suo primo scudetto da presidente mentre lui è il dodicesimo presidente interista ad aver conquistato questo trofeo. Nell’albo d’oro ci sono Massimo Moratti (5 titoli), Angelo Moratti (3 titoli), Steven Zhang, Ivanoe Fraizzoli e Carlo Masseroni (2 titoli), Ernesto Pellegrini (1 titolo), Oreste Simonotti (1 titolo), Senatore Borletti (1 titolo), Enrico Olivetti (1 titolo), Francesco Mauro (1 titolo vinto con la qualifica di allenatore oltre che di presidente), Giorgio Hulss (1 titolo). Nella storia recente, è però il primo presidente “non proprietario” a ottenere questo risultato. Con buona pace della concorrenza.