Fabregas carica il Como: "Orgoglioso ma ora cinque finali"

"Mi lascio andare per le emozioni che ci sono durante la partita, quella di martedì è stata la notte dove ho dormito meglio tra tutte le sconfitte che abbiamo avuto. Ho dormito sereno, perché la nostra prestazione l'ha vista tutto il mondo, tutti hanno visto le occasioni che abbiamo avuto": è la consapevolezza del tecnico del Como Cesc Fabregas a due giorni dalla ripresa del campionato contro il Genoa, dopo la sconfitta in Coppa Italia contro l'Inter che è costata la finale. "Dopo il Sassuolo - ha aggiunto - praticamente non ho chiuso occhio, ma abbiamo messo in difficoltà l'Inter in due partite e i ragazzi mi hanno dato tutto, ancora una volta. Mi dimostrano sempre che faccio bene a fidarmi di loro, adesso mancano cinque finali come lo era stato l'anno scorso". E per un altro giovane allenatore come De Rossi, ci sono solo complimenti da parte di Fabregas: "Domenica ci attende una partita importantissima. Il Genoa è migliorato molto, ma per me era già una grande squadra, da top ten. De Rossi sta facendo un grandissimo lavoro, mi sembra una squadra molto completa. Hanno 4 attaccanti che l'80% del campionato vorrebbe, sono molto forti. Giocheremo in un ambiente caldissimo, in uno stadio che mi ricorda la Premier League. Sono partite bellissime da giocare per i calciatori, loro mi ricordano noi a questo punto della stagione l'anno scorso. Sono ancora più pericolosi in questi casi, ho visto tante loro partite e giocano con un'idea giustissima di intendere il calcio". Il contraccolpo della semifinale persa contro l'Inter per Fabregas non c'è stato, anche se il Como è andato a un passo dallo scrivere una pagina di storia ma senza riuscirci: "La squadra l'ho trovata bene. Sono coraggiosi, affamati e vogliono sempre di più, questo è parte della crescita individuale e collettiva. Noi dobbiamo essere preparati per uscire sempre forti da qualsiasi risultato. Questa è la cosa più importante". Ma per continuare a coltivare il sogno europeo il Como deve tornare a vincere, anche per scrollarsi di dosso un po' di sfortuna.