La concorrenza non manca, ma in corsa c'è anche l'Inter. Eccome se c'è: Kerim Alajbegovic, talento bosniaco classe 2007, è un osservato speciale nel piano di ricostruzione e ringiovanimento che il club nerazzurro sta approntando per la stagione che verrà. Come per il connazionale Muharemovic, centrale del Sassuolo, Marotta e Ausilio devono vedersela con le altre big italiane (dal Napoli alla Juve, passando per il Milan e la Roma), ma l'obiettivo è segnato in rosso. Se per il difensore l'Inter pare già decisamente avanti, sfruttando anche gli ottimi rapporti con l'ad Carnevali, per l'esterno che attualmente milita nel Salisburgo in prestito - ma il suo cartellino è di proprietà del Bayer Leverkusen - si è trattato sinora di sondaggi effettuati con il padre e con Miralem Pjanic, che ricopre il ruolo di intermediario.
A fine stagione tornerà al Bayer, che si è tenuto il diritto di recompra per 8 milioni, ma sarà solo un passaggio temporaneo visto che lo stesso Kerim ha già comunicato la volontà di non restare in Germania. Anzi, nonostante le avances dell'Arsenal, ha individuato nella Serie A il campionato giusto per fare esperienza e crescere dopo i Mondiali che lo vedranno protagonista. Napoli e Roma si sono mosse in anticipo rispetto ai nerazzurri, è vero, ma negli ultimi giorni l'Inter ha recuperato terreno abbozzando una proposta contrattuale allettante.
Diverso il discorso con il Bayer che essendo proprietario del cartellino - il contratto scade nel 2029 - intende far valere il suo peso: la valutazione è già salita dagli iniziali 15/20 milioni portandosi più prossima ai 25/30, complice anche le ottime prove fornite con la nazionale negli spareggi mondiali. Ma il talento mostrato giustifica l'investimento ed è destinato a scatenare l'asta che si profila nell'imminente estate post-Mondiale.