
Milan, Gabbia: "Troppa cattiveria su Leao. Gli italiani? In campo solo se meritano"
Il difensore rossonero al Corriere: "Rimpianti per lo scudetto? Va dato merito a chi è stato più forte"

E' il capitano "ombra", nel senso che nessuno come lui impersona il milanismo e in pochi hanno saputo sempre essere, in questi due anni così diversi, presente nel bene e nel male. A difendere il gruppo o a chiedere scusa quando le cose non funzionavano. Matteo Gabbia, al Milan come un po' in tutta la Serie A, è una specie di reduce, avamposto di un italianismo che si è perso lasciando le briciole ai ct della Nazionale. Si dice e si è detto: devono giocare più italiani. E invece anche tra questi, c'è chi la pensa diversamente: "L'esclusione dai Mondiali è una ferita aperta per tutti gli appassionati - dice al Corriere -. Ho sofferto davanti alla tv (era infortunato e indisponibile per la Bosnia, ndr), ma mi sento responsabile come i ragazzi che erano là. Io credo che gli italiani devono giocare solo se sono bravi. Solo il merito ci salverà. Gli stranieri non hanno colpe, non sono loro il problema. Se sei bravo, giochi. Italiano o non".
Intanto, tornando al Milan, quest'anno è scivolato via lo scudetto...
"Cosa è mancato? Non lo so, ma per me abbiamo fatto il massimo. Va riconosciuto il merito a chi è stato più forte e fargli i complimenti. So che è difficile da accettare per i tifosi, lo è anche per me, ma nello sport bisogna saper accettare il risultato. La seconda stella? E' l'obiettivo per il prossimo anno e il mio sogno: la Champions e la seconda stella, per dedicarli a mia nonna".
Ma ci saranno Modric e Leao?
"Modric lo pressiamo ogni giorno - dice -, ma è una sua scelta di vita. Con Rafa a volte c'è troppa cattiveria. Noi compagni sappiamo quanto è forte e vorremmo continuare assieme".
Anche con Allegri?
"Per noi è fondamentale. Deciderà lui, ovviamente, ma noi nello spogliatoio speriamo tutti che resti. Ha portato aria nuova. Guardate la difesa: ora siamo la seconda migliore d'Europa dopo l'Arsenal. Con noi è felice, ce lo dice sempre...".