SERIE A

Tre punti dopo la tempesta: Gasperini ha ripreso in mano la Roma e spera ancora nella Champions

Malen scatenato e alcuni rientri importanti possono rendere esaltante il finale di stagione

di Enzo Palladini

La prima uscita post-rivoluzione ha rafforzato la posizione di Gian Piero Gasperini e tiene vive le (non molte per la verità) speranze di qualificazione per la Champions League. Come il Bologna aveva messo fine all’avventura della Roma in Europa League, ora tocca ai giallorossi rendere praticamente inutili le ultime partite degli emiliani, ormai fuori da tutto.

Gasperini l’aveva detto alla vigilia: “Io voglio fare calcio e basta”. La squadra sembra avere seguito questo suo comandamento. È entrata in campo molto concentrata, ha sbloccato quasi subito il risultato, ha sfruttato come sempre le straordinarie qualità del suo centravanti Malen. Una Roma tra le migliori di questi ultimi mesi ha concesso pochissimo agli avversari (solo qualche spunto di Orsolini ha rischiato di cancellare lo zero dalla casella “gol subiti”), ha tolto i riferimenti agli avversari con le posizioni ibride di Pisilli ed El Aynaoui. Soprattutto quest’ultimo, spesso sotto tono quando è stato impegnato da titolare, ha timbrato con decisione il foglio-partita, con l’assist per il vantaggio di Malen e il gol del raddoppio firmato di suo pugno.

C’è molto di Gasperini in questa vittoria e in questa squadra, ormai è evidente. E non bisogna mai dimenticare che l’acquisto di Malen è stato richiesto espressamente dall’allenatore, che aveva visto in lui caratteristiche uniche e adattabili perfettamente al gioco giallorosso. In questo ha avuto tremendamente ragione, il Gasp: il centravanti olandese dal suo arrivo nella Capitale a gennaio ha segnato 11 reti, gliene manca solamente una per raggiungere il record di goleador di riparazione, stabilito da Mario Balotelli con 12 reti nel 2013-13, quando venne acquistato a gennaio dal Milan.

La Roma sale così a 61 punti e al quinto posto, che al momento la qualificherebbe per l’Europa League. Ma la Juventus non è poi così lontana, in attesa di giocare a San Siro contro il Milan è appena due punti sopra, quindi raggiungibile, anche se ha il vantaggio degli scontri diretti grazie alla vittoria dell’andata e a quel 3-3 dell’Olimpico che ha lasciato segni indelebili nella mente dei giocatori giallorossi che a una manciata di minuti dalla fine stavano vincendo 3-1. Con quei due punti in più oggi sarebbe tutto un altro discorso.

Ma l’aritmetica è ancora alleata della Roma, che nelle ultime quattro partite ha solo un ostacolo davvero alto, il derby contro la Lazio della penultima giornata. Le altre tre saranno in casa contro la Fiorentina e in trasferta contro un Parma salvo e contro un Verona già condannato alla Serie B. Calendario non proibitivo, soprattutto per una squadra che ha un Malen così, che ha trovato un El Aynaoui finalmente assurto ai livelli che gli competono, ha ritrovato Wesley e forse finalmente potrà contare per un po’ su Dybala. Le potenzialità ci sono tutte.

C’è tempo per pensare al futuro, a quello che sarà alla fine della stagione, se Gasperini resterà o meno. La Roma in questo momento ha dimostrato di essere una squadra ritrovata. Gasperini alla fine ha ringraziato i giocatori per quello che hanno dato e per il modo in cui lo hanno seguito. Anche questo è un bel segnale e chi sta sopra magari farebbe bene a prestare attenzione.