Genova ha deciso di dichiarare guerra visiva ai motori termici, approvando una mozione che punta a eliminare la pubblicità dei nuovi veicoli non elettrici dagli spazi pubblici. La mossa, nata su iniziativa di Alleanza Verdi Sinistra e sostenuta dalla maggioranza, impegna la giunta guidata dalla sindaca Silvia Salis a modificare i regolamenti comunali per bandire le inserzioni legate alle fonti fossili.
Fa discutere
Il provvedimento inserisce il capoluogo ligure in un ristretto club di città pioniere, che in Italia vede Firenze come unico precedente, mentre all'estero vanta seguaci illustri come Amsterdam, Stoccolma e Sydney. Per i sostenitori della mozione, occupare lo spazio pubblico con prodotti ad alta impronta di carbonio rappresenta una contraddizione inaccettabile rispetto agli obiettivi di transizione ecologica e alla crescente frequenza di eventi meteo estremi che colpiscono il territorio.
Non sono tutti d'accordo
La decisione ha però scatenato una dura battaglia politica in consiglio comunale, con il centrodestra che accusa la giunta di muoversi su un terreno puramente ideologico e lontano dalle necessità reali dell'economia. Le critiche si concentrano sulla potenziale limitazione della libertà d'impresa e sul danno competitivo che verrebbe inflitto a settori strategici, in un momento storico già segnato da forti incertezze internazionali.
Decisioni
Genova vieta le pubblicità delle auto
Il capoluogo ligure equipara la promozione dei motori fossili a quella del tabacco per accelerare la transizione ecologica
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