Due vittorie nello spazio di ventiquattro ore non bastano ad allargare completamente il sorriso in casa Ducati. Certo, come molti avevano previsto, l'approdo del Mondiale in Europa dopo l'avvio di stagione overseas ha in qualche modo segnato una discontinuità rispetto al predominio Aprilia di Buriram, Goiania e Austin ma la Casa di Noale - con la metà della moto rispetto a Borgo Panigale - pur pagando dazio (24 punti contro 37 nell'arco del weekend) ha comodamente conservato la leadership nella classifica Costruttori (125 a 106), mentre in quella Piloti Marco Bezzecchi e Jorge Martin hanno in buona sostanza allungato sui più immediati inseguitori, con la sola ma non decisiva eccezione di Fabio Di Giannantonio (21 punti nel weekend contro i 20 di Bezzecchi e i 13 di Martin).
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Domenica pomeriggio, a fine gara, Marc Marquez non ci ha girato troppo intorno: "Al di là della caduta, qui avrei lottato per il quarto o il quinto posto". Ci sta che il Cannibale voglia mettere alla frusta i suoi, ma le sue sono anche parole di sostanza e il suo ritardo dal vertice della classifica generale (57 punti contro i 101 di Bezzecchi) parlano più di mille parole più o meno sincere.
Si riparte tra due domeniche a Le Mans, dove Ducati deve dare più sostanza ai segnali di ripresa (che ci sono stati, è fuori di dubbio). Doppiette fortunose come quella delle Rosse ufficiali nella Sprint di sabato scorso non si ripeteranno tanto facilmente, lo strapotere esercitato sulla sua pista magica da parte di Alex Marquez... anche. Senza dimenticare che "miniMarquez" e il team Gresini vanno storicamente forte anche sul Bugatti di Le Mans. La sfida insomma è sostanzialmente riaperta ma servono spallate ben più decise per allargare la corsa al titolo (Piloti) oltre l'esclusivo circolo dei "Men in Black" Aprilia.