
Inchiesta arbitri, spunta la testimonianza su Inter-Roma: "Gervasoni disse al Var di non intervenire"
Dopo il contatto Ndicka-Bisseck, il Var avrebbe detto "fatti i fatti tuoi" al suo assistente, suggerito direttamente dal supervisore

Giorno dopo giorno, emergono nuovi dettagli sulla bufera che sta travolgendo l'Aia e gli arbitri italiani. Come riporta Repubblica, l'inchiesta della Procura di Milano si è basata sulla testimonianza di 29 arbitri ed ex arbitri di Serie A e B, interrogati negli scorsi mesi dagli investigatori.
Tra loro, c'è chi avrebbe parlato di "sistema Rocchi", sottolineando come il designatore arbitrale "fosse in costante rapporto telefonico con i dirigenti delle squadre", pur non potendo da regolamento e lo facesse "per ingraziarsi i club, per un tornaconto personale".
Le partite al centro dell'inchiesta sono note e al momento sono cinque, anche se la lente di ingrandimento si allarga all'ormai "famosa" Inter-Roma del 27 aprile 2025 e al ruolo di Andrea Gervasoni.
Nel suo esposto, l'ex assistente arbitrale Domenico Rocca aveva infatti citato quella sfida: "Perché Rocchi si alza per "bussare" per richiamare Paterna Var e Sozza Avar in Udinese-Parma e invece in Inter-Roma, Gervasoni, supervisore di giornata, non "bussa" ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto (dove la Commissione al raduno ammette pubblicamente davanti a tutti arbitri e assistenti che abbiamo perso un rigore netto) a favore dell'Inter? Errore grave, che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli?!".
Secondo Repubblica, durante il check del Var dopo il contatto tra Ndicka e Bisseck, il Var avrebbe risposto "fatti i fatti tuoi" al suo assistente Var che segnalava il fallo sul nerazzurro, e secondo il testimone lo avrebbe fatto "su indicazione del supervisore Gervasoni". L'audio della sala Var non è stato mai reso pubblico. In quella gara, arbitrata da Michael Fabbri, il Var era Marco Di Bello e l'Avar Marco Piccini.