TENNIS

Rafael Jódar, il nuovo Nadal che scala l'Atp. Sinner: "Ha un grande futuro davanti"

Chi è e quali sono le caratteristiche e le prospettive del nuovo fenomeno spagnolo

Mentre il mondo del tennis saluta con un pizzico di rimpianto l’era di Rafael Nadal, la Spagna ha già trovato un altro "Rafa" pronto a far sognare. Non è un mancino, non vive di top-spin esasperati e preferisce il cemento alla terra rossa: si chiama Rafael Jódar, ha 19 anni e sta riscrivendo le gerarchie del circuito con una velocità impressionante.

Nato a Madrid il 17 settembre 2006, Jódar incarna la nuova generazione di talenti globali. Cresciuto nel quartiere di Leganés, ha iniziato a colpire i primi colpi in un garage insieme al padre, per poi formarsi tecnicamente a Barcellona. La sua esplosione internazionale risale al settembre 2024, quando ha conquistato lo US Open Junior. Un cammino da predestinato: per sollevare il trofeo a Flushing Meadows ha sconfitto in serie le prime tre teste di serie del tabellone (Bigun, Sakamoto e il numero 1 Kjaer), dimostrando una tenuta mentale fuori dal comune per un adolescente.

Il passaggio al professionismo è stato un volo senza scalo. Se all'inizio del 2025 Jódar era fuori dai primi 900 del mondo, il 2026 lo ha consacrato come la realtà più radiosa del tennis spagnolo dopo Carlos Alcaraz. Ad aprile 2026 ha vinto il suo primo torneo del circuito maggiore a Marrakech, un successo che lo ha proiettato direttamente nel tennis che conta. Al Mutua Madrid Open 2026 sta vivendo la settimana della vita. Davanti al pubblico di casa ha battuto top player come Alex de Minaur e ha superato la sfida generazionale con Joao Fonseca, raggiungendo gli ottavi di finale. Grazie a questa striscia di successi, è entrato stabilmente nella top 50 Atp, posizionandosi tra i primi 20 della Race verso le Finals.

Non ha il gioco di pressione fisica di Nadal. Rafael Jódar appartiene alla scuola dei moderni colpitori "piatti" e potenti. Nonostante il nome suggerisca un legame con il Re della Terra, il suo stile ricorda molto più da vicino quello di Jannik Sinner. Come l'altoatesino, infatti, il giovane spagnolo ama togliere il tempo all'avversario, colpendo la palla in fase ascendente. A differenza della tradizione spagnola, poi, il suo terreno di caccia ideale è il cemento, dove può sfruttare una battuta efficace e un ritmo da fondo campo asfissiante. La dote che più impressiona gli addetti ai lavori, però, è la sua gestione dei punti decisivi. "Vinco grazie alla mia mentalità", ha dichiarato più volte, confermando una maturità da veterano.

Con un fisico ancora in fase di potenziamento e ampi margini di miglioramento sulla terra battuta, il futuro di Jódar sembra non avere confini. Se Alcaraz rappresenta la fantasia e l'atletismo estremo, Jódar è la risposta spagnola alla solidità metodica di Sinner, che ha voluto assistere a un suo match, rimanendone impressionato. Ha infatti dichiarato: "È un giocatore molto, molto talentuoso. Colpisce la palla in modo pulito, con una potenza naturale. Si sente dal suono della racchetta. Fa parte di una generazione molto interessante, con tanti ragazzi forti. Mi piace anche la sua mentalità, sembra calmo, umile. Ha un grande futuro davanti“. Un vero e proprio endorsement del numero 1 del mondo.