TERREMOTO ARBITRI

Inchiesta arbitri, il numero chiave è il 5: ecco i punti fermi, sempre nel segno del 5

Tutti i dettagli sull'inchiesta della Procura di Milano: i 5 indagati, le 5 partite sotto esame e perché i club non rischiano

di Giovanni Marrucci

Il numero chiave per aiutare la memoria nell’inchiesta che sta agitando il calcio italiano è il 5. Perché sono 5 gli indagati dalla Procura di Milano e tra loro non ci sono dirigenti, tesserati o semplici dipendenti dell’Inter o di qualsiasi altro club. In sostanza i club non sono coinvolti nell’inchiesta. Il chiarimento è arrivato da fonti qualificate della procura milanese e, per il momento, potrebbe far tirare un primo sospiro di sollievo alle società, soprattutto l’Inter il cui nome è stato investito dai veleni per quel passaggio delle carte in cui si parlava di “arbitri graditi all’Inter”.

E allora ecco i punti fermi, sempre nel segno del 5 -

 Perché 5 sono gli indagati, tutti appartenenti al mondo arbitrale: c’è l’ormai ex designatore Gianluca Rocchi, che si è autosospeso ed è indagato per concorso in frode sportiva. Stessa situazione per Andrea Gervasoni, ex supervisore del Var, e per Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, i due arbitri addetti al Var in quell’Inter-Verona del 6 gennaio 2024.

Il quinto e ultimo indagato è Daniele Paterna, ma non per concorso in frode sportiva. Paterna, che era al Var in Udinese-Parma del 1° marzo 2025, è indagato per false informazioni fornite al pm. 

E se 5 sono gli arbitri, 5 sono anche le partite al centro dell’inchiesta: tre di Serie A, una di Coppa di Italia e una di Serie B. 
Udinese-Parma di Serie A e Salernitana-Modena di Serie B, entrambe del marzo 2025, sono sotto la lente per una presunta interferenza di Rocchi o Gervasoni in sala Var.
La già citata Inter-Verona del gennaio 2024 è un caso a parte perché riguarda l’ormai celebre gomitata di Bastoni a Duda nell’azione della rete decisiva di Frattesi. Un caso da moviola che fece partire l’esposto dell’avvocato Michele Croce, da cui poi ha preso forma l’inchiesta.

Ma il vero nocciolo della questione riguarda le due partite mancanti, ovvero Bologna-Inter di Serie A e Inter-Milan di Coppa Italia entrambe giocate nell’aprile 2025. È in questi due casi che nell’inchiesta si ipotizzano designazioni in qualche modo combinate per fare un favore all’Inter. Rimane da capire su quali basi la Procura di Milano abbia fatto questa ipotesi, a maggior ragione se come emerso non ci sono al momento indagati tra i club.

L’inchiesta condotta dal pm Ascione nei mesi scorsi ha coinvolto 29 arbitri che con le loro testimonianze hanno permesso di arrivare al quadro attuale. Giovedì Rocchi e Gervasoni, i due indagati principali, saranno in Procura. Intanto per il finale di stagione il designatore sarà Dino Tommasi, a lui il compito di condurre in porto la barca in questo mare così tempestoso.

Mentre rimane viva la pista del commissariamento della Figc, ipotesi respinta dal mondo del calcio ma tenuta in considerazione dal Governo, in particolare dal ministro per lo sport Andrea Abodi.