Sono passati dieci anni da quando Alfa Romeo presentò la Giulia Quadrifoglio Verde. Un'automobile che - nelle intenzioni - avrebbe dovuto rilanciare il marchio attraverso una reinterpretazione dei valori che hanno reso leggendario il biscione. In termini commerciali, le cose non sono andate come avrebbero dovuto. In termini puramente tecnici, la Giulia è ancora uno dei modelli più entusiasmanti.
Prestazioni pure
Non c'è un particolare segreto dietro questa qualità. La Giulia QV è il risultato di un percorso iniziato più di cento anni fa e che ha portato Alfa a competere e vincere nel motorsport: dalla Mille Miglia, alla Formula 1. Ovunque si presentasse, era la squadra da battere. Una cultura dell'automobile che ispirò persino Ferrari e che oggi rivive soltanto su questo modello. Il motore 2.9 litri V6 da 520 CV è un gioiello di tecnica e meccanica pura. Non ha un singolo circuito elettrico che lo attraversa. L'ibrido arriverà, possiamo aspettarlo.
Guida precisa
Il coinvolgimento di guida è da vettura da corsa. Lo si percepisce quasi più in strada che in pista. Tra i tornanti stretti e le vie insidiose, lo sterzo ultra comunicativo permette inserimenti fulminei dell'anteriore: lo stimolo è immediatamente trasformato in azione. Il V6 è brutale e le sue sonorità grezze e robuste suggeriscono quando è ora di innestare la marcia successiva (bisogna godersi le palette in alluminio dietro al volante). La Giulia Quadrifoglio Verde è una delle ultime, ed è già un classico intramontabile.
Prova in pista
Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Verde: emozione meccanica
Una delle ultime berline rimaste puramente termiche, dove stile e prestazioni incontrano la storia
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