Il mercato dell'automobile in Italia è in sofferenza e non riesce a tenere il passo degli altri grandi Paesi europei. Il rischio, concreto, è quello di una perdita di rilevanza: "L'Italia rischia di essere visto come un mercato di serie B per i costruttori, che comunque hanno investito tanto nell'elettrico", dichiara Roberto Pietrantonio, Presidente UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri).
Poco elettrico
Il tema è noto: l'automobile elettrica fa molta più fatica a imporsi qui che altrove. La penetrazione nel mercato automobilistico italiano è del 7,8%; in confronto, la media europea è del 19,4% (con punte superiori al 20% in alcuni Paesi come Francia e Regno Unito). "In Italia si è avuta probabilmente una reazione controideologica rispetto a delle posizioni un po' ideologiche che c'erano state anche in Europa, e questo sicuramente ha creato delle fazioni che hanno disorientato il consumatore", continua Pietrantonio.
Neutralità tecnologica
Il rappresentante dei costruttori esteri resta comunque scettico sulle imposizioni e su blocchi al motore a combustione: "Le tempistiche che si sono ipotizzate, anche le modalità che si sono ipotizzate in Europa, non stanno funzionando, non hanno trovato il riscontro nel mercato". Il futuro del mix produttivo dipenderà dalle decisioni europee, con la speranza che prevalga il principio della neutralità tecnologica: "Oggi l'80% sceglie qualcosa che abbia al proprio interno un motore termico", ha concluso.
Scenari
L'Italia rischia di diventare un mercato da Serie B
Secondo Roberto Piatrantonio, Presidente UNRAE, il Paese fa fatica a tenere il passo con la transizione energetica
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