LE PAGELLE DI MIAMI

Norris non si accontenta, Antonelli fa autocritica. Ferrari: il podio non basta

Tra i bocciati della gara breve di Miami il sette volte iridato Hamilton

di Stefano Gatti
© Getty Images

© Getty Images

LANDO NORRIS: VOTO 8

Il campione del mondo in carica rialza la testa: pole e vittoria Sprint sono un buon viatico per rilanciare la candidatura al titolo-bis. La McLaren ora lo assiste, lui rimanda tutti a domenica sera. Occorre ripetersi sulla distanza completa: onesto.

ANDREA KIMI ANTONELLI: VOTO 5

Un'altra partenza da incubo e una gara condita da troppe imperfezioni. Una di troppo: quella che gli costa due posizioni nell'ordine d'arrivo e due punti nella classifica generale.

CHARLES LECLERC: VOTO 7,5

Si difende con le unghie e con i denti (ma senza troppo affanno) dagli attacchi di Antonelli, poi prova addirittura ad ingaggiare Piastri per il secondo posto. Manca ancora qualcosa: alla sua Ferrari, non a lui.

OSCAR PIASTRI: VOTO 6

Secondo, d'accordo, però fin qui un weekend incolore: sempre dietro al suo compagno di squadra. Qualcosa si è rotto nella sua convinzione? Libero di smentirci fin dal Gran Premio.

LEWIS HAMILTON: VOTO 5,5

Fa a gomitate con Verstappen ad inizio gara, poi progressivamente si spegne o meglio sembra accontentarsi. Alla fine chiude settimo. Miami non sorride a sir Lewis e le dichiarazioni d'intenti del precampionato sbiadiscono già davanti alla realtà.

GEORGE RUSSELL: VOTO 6,5

Guadagna due punti ad Antonelli nella sfida al vertice ma sulla pista riesce solo brevemente a mettere il muso della sua W17 davanti a quello della monoposto gemella di AKA. Ammette a denti stretti che Miami non è la sua pista, ma è un lusso che non può permettersi.

MAX VERSTAPPEN: VOTO 6,5

Promosso alla top five solo grazie alla penalizzazione di Antonelli. In gara ha mostrato di non aver perso grinta e cattiveria agonistica, anzi... Gli serve però più collaborazione dai suoi e magari una mano... dal cielo di Miami nel Gran Premio.