
L'Inter batte 2-0 il Parma ed è campione d'Italia
Il Parma non è stato un comprimario, ha impegnato i nerazzurri per tutto il primo tempo ma poi sono stati solo abbracci

Da qualche tempo nessuno aveva più dubbi, ma adesso è proprio ufficiale: l'Inter ha vinto il 21° scudetto della sua storia, il primo di Chivu allenatore, il primo di Marotta presidente, il primo della proprietà americana. A Milano esplode una festa che ha un sapore dolce dopo la stagione da shock vissuta un anno fa con tre traguardi sfumati proprio sulla dirittura finale. Una stagione di nuova rinascita dopo quelle delusioni tremende e dopo che anche la nuova gestione Chivu era stata messa in discussione all'inizio della stagione per un paio di inciampi che adesso sembrano nella preistoria. Uno scudetto vinto con la forza del gruppo, con il talento di alcuni leader, con la pazienza delle presunte riserve che hanno sempre dato il loro contributo.
Sentimenti contrastanti accompagnano l'Inter nell'approccio alla gara. Da una parte c'è uno stadio pieno, c'è un popolo che vuole solo fare festa, c'è quel traguardo così vicino e così sognato. Dall'altra c'è la scaramanzia, o se vogliamo semplice prudenza. C'è quel punticino da conquistare, uno solo, da sommare agli 80 già accumulati. Un punto da non dare per scontato, soprattutto dopo aver visto il Verona già retrocesso frenare la corsa Champions della Juve. E poi c'è il Parma, squadra ben costruita e ben diretta, che ha la mente libera e non ha voglia di fare la comparsa. Infatti, dopo la sgasata iniziale nerazzurra, gli ospiti si fanno vivi dalle parti di Sommer. "Occhio", si grida dalla panchina.
Se la voglia di chiudere il discorso è negli occhi e nella mente di tutti, c'è qualcuno in casa nerazzurra più famelico degli altri. Si chiama Nicolò Barella. È scatenato alla ricerca della giocata decisiva, lo si vede dappertutto: destra, sinistra, centro. Un secondo dopo aver tentato di fornire un assist, è cinquanta metri più indietro a riprendere il pallone. Urla, fa il capitano e l'allenatore, si trasforma in medico quando segnala un problema fisico di Pio Esposito. Non è un caso se la prima grande occasione è sua, con una traversa clamorosa centrata su assist proprio di Pio, nel frattempo miracolosamente guarito.
Tutto sembra avviato verso un intervallo di riflessioni e di problemi da risolvere, ma c'è l'ultima giocata, l'ultima idea. Ci sono un paio di passaggi che trovano traiettorie improbabili, c'è il pallone che arriva tra piedi sicuri ed educati, quelli di Marcus Thuram che segna così per la quinta partita consecutiva e aiuta tutti a trascorrere un quarto d'ora sereno. Quel punticino, quel misero punticino che serve per festeggiare, sull'1-0 adesso è molto più vicino.
Alo scadere dell'ora di gioco, il canovaccio della partita non cambia. L'Inter è sempre avanti, cerca senza ossessione il secondo gol. Il Parma continua a non volersi arrendere, tenta le sue ripartenze e tiene viva l'attenzione. È una partita vera, non è una festa con un imbucato. Lautaro freme a bordo campo, soprattutto dopo che Chivu ha preferito inserire Bonny al posto di Pio Esposito limitato dal mal di schiena (aveva ragione Barella), la difesa emiliana chiude tutti gli spazi e la gente canta per dissimulare la tensione.
A metà secondo tempo il primo accenno di festa. Entra Lautaro Martinez per Thuram, con lui anche Carlos Augusto per Bastoni e Mkhitaryan per Zielinski appena ammonito. E sono abbracci, sono sorrisi, sono emozioni che si sommano. C'è il rischio di perdere qualcosa in concentrazione. Chivu in panchina urla fino a perdere la voce. Vorrebbe il raddoppio, per stare più tranquillo, perché ancora non ci crede fino in fondo a quello che gli sta succedendo, uno scudetto vinto al primo anno intero da allenatore. Poi arriva il 2-0 di Mkhitaryan e allora l'allenatore si rende conto che è tutto vero, che la curva sta cantando il suo nome, che dopo 88 anni un uomo ha vinto lo scudetto da allenatore dopo averlo vinto da giocatore, sempre in nerazzurro.
TABELLINO E PAGELLE
INTER-PARMA 2-0
Inter (3-5-2): Sommer 6; Bisseck 6,5, Akanji 6,5, Bastoni 6,5 (22' st Carlos Augusto 6); Dumfries 7, Barella 7,5 (43' st Frattesi sv), Zielinski 6,5 (22' st Mkhitaryan 7), Sucic 6,5, Dimarco 6,5; P. Esposito 6 (1' st Bonny 6), Thuram 7 (22' st Lautaro Martinez 6,5). Allenatore Chivu 7.
Parma (3-5-2): Suzuki 6,5; Circati 6, Troilo 6, Ndiaye 5; Delprato 6, Bernabè 6 (30' st Sorensen sv), Nicolussi Caviglia 5,5, Keita 6 (22' st Ordonez 6), Valeri 6 (40' st Carboni sv); Strefezza 6,5 (30' st Almqvist sv), Pellegrino 5 (22' st Elphege 6). Allenatore Cuesta 6,5.
Marcatori: 46' Thuram, 35' st Mkhitaryan
Arbitro: Bonacina
Ammoniti: Zielinski
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LE STATISTICHE
L'Inter ha conquistato il 21˚ Scudetto della sua storia in Serie A, nonché il sesto portato a casa dai nerazzurri con almeno tre giornate di anticipo sul termine del campionato (il più recente nel 2023/24).
Cristian Chivu è diventato il quinto allenatore in assoluto a vincere lo Scudetto alla prima stagione sulla panchina dell'Inter in Serie A, dopo Árpád Weisz nel 1929/30, Alfredo Foni nel 1952/53, Giovanni Invernizzi nel 1970/71 (che prese la squadra a novembre) e José Mourinho nel 2008/09.
L’Inter ha registrato almeno 80 punti in un campionato di Serie A (considerando tre punti a vittoria da sempre) per la 12ª volta nella sua storia, la sesta delle quali dal 2020 in avanti.
L’Inter ha vinto almeno 26 partite entro 35 turni di un singolo campionato di Serie A per la quinta volta nella sua storia, dopo il 1988/89 (26), il 2006/07 (28), il 2020/21 (26) e il 2023/24 (28).
L'Inter ha segnato 82 gol in questa Serie A; mai negli ultimi 75 anni, i nerazzurri avevano segnato di più entro 35 partite disputate in un singolo torneo della competizione.
L’Inter ha realizzato 115 gol considerando tutte le competizioni nel 2025/26 (includendo il Mondiale per club) proprio record dalla nascita della Serie A a girone unico (1929/30).
Marcus Thuram è il secondo giocatore europeo dell’Inter a centrare il bersaglio in almeno cinque presenze di fila in Serie A nell’era dei tre punti a vittoria, dopo Christian Vieri (in quattro occasioni, la più recente nel gennaio-febbraio 2003 - sei in quel caso).
Marcus Thuram è il quinto giocatore nei cinque grandi campionati europei a realizzare almeno 13 gol con la stessa maglia in ognuna delle ultime tre stagioni, dopo Robert Lewandowski con il Barcelona, Ante Budimir con l’Osasuna, Erling Haaland con il Manchester City e Harry Kane con il Bayern Monaco.
Da inizio aprile, solo Patrik Schick (sette) ha segnato più gol nei cinque maggiori campionati europei rispetto a Marcus Thuram: sei, uno solo in meno di quelli messi insieme nelle sue precedenti 23 presenze nella Serie A 2025/26.
Il Parma è la squadra contro cui Henrikh Mkhitaryan ha preso parte a più reti in carriera nei maggiori cinque campionati europei: otto, quattro gol e quattro assist.
Sei delle nove partecipazioni a rete di Piotr Zielinski in questa Serie A sono arrivate nel 2026 al Meazza (4G+2A): solo Marcus Thuram (otto), Federico Dimarco e Armand Laurienté (sette entrambi) hanno preso parte a più gol tra le mura amiche in campionato nel periodo.
Quinto assist per Lautaro Martinez in questa Serie A, solo nel 2022/23 e nel 2020/21 (sei in entrambi) ne aveva forniti di più in un singolo campionato di massima serie.
150ª vittoria per Federico Dimarco con l’Inter tra tutte le competizioni.
100ª presenza per Yann Bisseck in tutte le competizioni con l'Inter. 50ª invece per Petar Sucic, sempre considerando tutte le competizioni in nerazzurro.
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