"Tutto sommato l'Inter è cambiata poco, abbiamo dato spazio alla continuità di un modello che portiamo avanti da qualche anno. Sottolineo che questo management, con Ausilio e Baccin, ha vinto tre Scudetti con tre allenatori e due proprietà diverse". Il giorno dopo la vittoria del 21° scudetto, Beppe Marotta esalta il club nerazzurro. Sulla decisione, dopo l'addio di Simone Inzaghi, di puntare su Cristian Chivu, un allenatore con 13 partite in Serie A: "Con Fabregas c'è stato solo un contratto preliminare, come con Chivu. La nostra scelta è caduta su Cristian perché aveva le caratteristiche che cercavamo, mentre dall'altra parte c'erano degli impedimenti oggettivi - ha detto a Radio Anch'Io Sport su Radio1 all'indomani della vittoria dello Scudetto - La Champions è un obiettivo straordinario che tutti vorrebbero vincere, purtroppo io ho fatto 4 finali perse con due squadre diverse. Mi piacerebbe molto vincerla, ma non si può ottenere tutto. Sicuramente l'anno prossimo proveremo a migliorare le nostre performance in Europa", ha aggiunto.
"Bastoni? È un talento, è stato sfortunato in certi episodi e manifestazioni che ha avuto. Si è reso protagonista di una ingenuità e il primo ad accorgersene è stato lui, noi l'abbiamo aiutato perché quando un giovane sbaglia è giusto correggerlo. È un grande campione, su di lui ci sono gli occhi puntati di grandi club e non nascondo quello del Barcellona. Ma è un interessamento non ufficiale e non concreto, lui è un nostro giocatore e ha voglia di rimanere. Noi siamo contenti", ha detto Marotta a proposito del futuro del difensore nerazzurro, nel mirino del club blaugrana.
Prossimo obiettivo Coppa Italia: "L'Inter è un club che partecipa alle competizioni sempre per vincere, sarebbe bello poter vincere anche questa competizione per avere il diritto alla stellina per le 10 coppe Italia. È un appuntamento importante, affascinante, che proveremo a onorare nel migliore dei modi".
Più italiani in rosa: "Secondo me l'Italia rappresenta una fucina di talenti molto interessante. Noi purtroppo siamo perdenti nella Nazionale maggiore, ma in quelle inferiori siamo a livelli molto alti di risultati. Questo vuol dire che c'è un lavoro importante. L'Italia esprime dei talenti ed è una strada che vogliamo percorrere, quella di creare uno zoccolo duro di italiani. Già ne abbiamo adesso, ma si comincia ad andare avanti con l'età ed è giusto cercare di mettere innesti nuovi. Il giocatore italiano conosce meglio la realtà del nostro campionato e ha un senso di appartenenza un po' più forte".
Critiche social: "In Italia imperversa la cultura dell'invidia ma io non ci fe faccio caso, il mio ruolo è pubblico e i social sono pieni di leoni da tastiera. Ormai lo accetto e vado avanti facendo esperienze nuove e cercando di migliorare. Io sono molto tranquillo, questa è stata una impresa storica di tutta l'Inter e ci godiamo questo momento".