L'INTERVISTA

Esclusiva Alex Schwazer: "Sulla possibilità di andare agli Europei vi dico che…"

Nei prossimi giorni su Infinity e SportMediaset.it non perdetevi “La nuova vita di Alex Schwazer”, un’intervista a cuore aperto di cui vi proponiamo un estratto

di Fabio Manfreda

Ciao Alex, ben trovato, ti vediamo bene, in forma, come stai?

Io sto bene, grazie. Un po' stanco ancora dalla gara di domenica 26 aprile, perché sono passati dieci anni dall’ultima gara sulla distanza lunga. L'ultima volta è stata nel 2016, quindi si fa un po' ancora sentire la gara, però per il resto mi sento molto bene.

Anche perché hai una vita impegnatissima oggi. Mi dici cosa fai qui, siamo al Palace Merano, perché?

Dalla squalifica del 2016 ho cominciato ad allenare amatori, come libero professionista. Però io sono uno che cerca anche di evolversi. Sono arrivato qui già sedici anni fa da atleta e da un anno c'è stata questa idea del dottor Max Mayerhofer di lanciare questo programma Sport & Remise en Forme per dare un ulteriore servizio al cliente e io mi occupo di questo settore.

In che fase della vita sei adesso?

Ma in realtà io ho solo una vita. L'unica cosa che nella mia vita è cambiata è da quando ho famiglia. Questo è l'unico cambiamento che c'è stato. Ho sempre continuato ad allenarmi. Non ho mai avuto una vera propria nausea dallo sport, escluso magari un brevissimo periodo ero in depressione. Però in linea di massima, adesso che sono tornato dalle gare, sono diventato un altro.

Che sensazioni hai provato in quest’ultima gara?

In Germania ho fatto la 42 km, dopo dieci anni, come dicevo. Ho fatto 3 ore e un minuto, che secondo me, con il vento contrario che c'era, è un eccellente risultato. È stato bello fare il record italiano e soprattutto tagliare il traguardo sulla distanza lunga, che può essere una brutta bestia. Mi sono anche emozionato pensando un po' a tutti i sacrifici fatti, pensando anche alla mia famiglia. Durante la gara pensavo un po' ai miei bambini, è bello quando sanno che il papà ha finito e ha vinto la gara. E lì ovviamente un po' ti emozioni.

Pensi mai al passato?

Io non penso mai al passato. Mai. Che è un pregio, ma anche un difetto. Perché io le vittorie non me le godo mai, perché già penso a quello che devo fare prossimamente.

E agli Europei di atletica di Birmingham del prossimo agosto ci pensi?

Per quanto riguarda gli Europei, in questo momento è un discorso inutile.

Perché?

Perché prima di tutto è la federazione che deve fare delle scelte. Io non baso più la mia attività agonistica per preparare delle gare specifiche. Io l'ultima volta che ho fatto così è stato per Parigi 2024, perché ci credevo veramente. E questa cosa non la faccio più. Se la federazione ritiene che io possa essere utile, allora bisogna trovarsi, parlarsi insieme, parlare anche con mia moglie e vedere se nei due mesi prima della gara io riesco a trovare di nuovo il tempo per preparare la distanza lunga. Perché lì è una questione di tempo.

Prima parlavi della tua famiglia, di tua moglie Kathrin e dei tuoi bambini Ida (nata nel 2017) e Noa (nato nel 2020), quanto sono importanti per te?

Tutto ha una certa importanza nella vita. La famiglia arriva a vincere la medaglia d'oro. Ida è nata nel 2017, quindi proprio nel pieno periodo post-positività del 2016. Io stavo facendo veramente una lotta Davide contro Golia. Però sai, quando arriva la bambina, poi arriva Noa, tu non pensi mai che è inutile quello che stai facendo. Perché non si combatte più ad armi pari. Mai. Perché a quel punto devi farlo. E in questo la mia famiglia mi ha dato la forza anche di allenarmi, di continuare ad allenarmi. Perché anche io tante volte non avevo più voglia di allenarmi, parliamoci chiaro. Però ho pensato, se loro vedono che faccio sempre una cosa e poi non la faccio più, vedono che il papà molla, non è un messaggio giusto da tramandargli.

Chi è, oggi, Alex Schwazer?

Io adesso sono la persona che sono per la mia storia. Non mai pensato di vincere le Olimpiadi. Io speravo solo di andarci e alla fine le ho pure vinte. A me non interessa se potevo vincere più medaglie o di meno, Ok? Ma le ho vinte, conta solo questo. Quindi se tu lì mi avessi chiesto “ascolta, tu vincerai le Olimpiadi, ma poi succedono però anche delle cose molto brutte, tu firmi?” io avrei fatto cinque firme, non una sola.

Sei felice adesso, Alex?

Sì, io sono molto contento. E spero che tutto quanto vada avanti come sta andando adesso. Questo l’augurio che mi faccio.

*Queste righe sono solo un estratto del contenuto originale SportMediaset “La nuova vita di Alex Schwazer” un’intervista inedita, esclusiva e a cuore aperto che troverete nei prossimi giorni su Mediaset Infinity e qui su SportMediaset.it