Motorsport

McLaren ha tolto l'ibrido alla sua hypercar

La MCL-HY GTR è pensata per un uso esclusivo in pista

di Redazione Drive Up
© Ufficio Stampa

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Woking toglie i veli alla sua creatura più estrema, la McLaren MCL-HY GTR, una hypercar nata senza compromessi e destinata esclusivamente all'uso in pista. Il progetto nasce in parallelo con il prototipo che debutterà nel mondiale WEC nel 2027, ma a differenza della versione da gara vincolata ai regolamenti LMDh, la GTR è libera da qualsiasi restrizione tecnica o burocratica. Questa collaborazione tra la divisione racing e quella automotive ha permesso il trasferimento tecnologico tra i due mondi.

Senza ibrido
La scelta tecnica più radicale della MCL-HY GTR è la rinuncia totale alla componente ibrida. Eliminando la Motor Generator Unit (MGU) presente sulla versione da competizione, McLaren ha semplificato l'architettura puntando tutto su un 2.9 V6 biturbo capace di erogare 720 CV. Questo "taglio" elettrico non è una rinuncia alle prestazioni, ma una mossa strategica per abbattere il peso: mentre l'auto da gara deve rispettare il limite minimo di 1.030 kg, la GTR scende sotto la soglia critica dei 1.000 kg.
Ultra esclusiva

L'acquisto di questa hypercar non si esaurisce con la consegna della vettura, ma apre le porte a un'esperienza da pilota professionista. Il pacchetto include infatti un programma biennale articolato su sei eventi nei principali circuiti internazionali, dove i proprietari riceveranno supporto completo ai box e coaching dedicato. Sebbene il prezzo ufficiale non sia stato rivelato, il posizionamento al vertice assoluto della gamma McLaren — sopra i 2 milioni di euro della W1 — la rende un oggetto del desiderio per una ristrettissima cerchia di collezionisti e amanti dei track day più puri.

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