MONDIALI 2026

L'Iran teme di essere respinto ai confini dagli Usa: "Vogliamo garanzie, no insulti ai nostri vertici militari"

Taj teme che si ripeta quanto accaduto pochi giorni fa. Attesa per l'incontro del 20 maggio con la Fifa

Il presidente della Federazione calcistica iraniana (Ffiri) Mehdi Taj ha dichiarato che la Fifa deve garantire che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) non venga insultato dagli Stati Uniti, qualora la nazionale iraniana dovesse recarsi nel Paese per partecipare ai Mondiali di calcio a giugno. Qualora perché il verdetto definitivo è atteso per il prossimo 20 maggio, quando è in programma un incontro con la Fifa per definire i dettagli della trasferta americana della truppa guidata dal ct Amir Ghalenoei in occasione del Mondiale.

Solo pochi giorni fa la delegazione dell'Iran era stata respinta dal Canada, tanto da non riuscire a partecipare al Congresso Fifa andato in scena a Vancouver. Una versione parzialmente smentita dallo stesso Taj "È stata una nostra scelta", anche se il ministro dell'immigrazione canadese ha successivamente confermato al Parlamento che il visto del presidente della Ffiri era stato annullato mentre era in volo a causa dei suoi legami con l'Irgc.

Nel 2024 infatti, il Canada ha inserito i pasdaran nella lista delle "entità terroristiche", cinque anni dopo che gli Stati Uniti avevano fatto lo stesso. Il segretario generale della Fifa Mattias Grafstrom, ha inviato una lettera esprimendo rammarico per il "disagio e la delusione" subiti dagli iraniani in Canada e invitando la Ffiri a Zurigo il 20 maggio per un incontro sui preparativi per i Mondiali.

Taj ha affermato che chiederà garanzie all'organo di governo del calcio statunitense in merito al trattamento riservato alla delegazione iraniana negli Stati Uniti. "Abbiamo bisogno di una garanzia, per il nostro viaggio, che non abbiano il diritto di insultare i simboli del nostro sistema, in particolare il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche", ha affermato a margine di una manifestazione notturna filo-governativa a Teheran.

"È una questione a cui devono prestare seria attenzione. Se ci fosse una garanzia di questo tipo e la responsabilità fosse chiaramente assunta, allora un incidente come quello accaduto in Canada non si ripeterebbe." Taj, che ha ricoperto un ruolo di alto funzionario nelle Guardie Rivoluzionarie nella provincia di Isfahan prima di passare all'amministrazione calcistica, ha affermato che qualsiasi cosa che non offra garanzie incondizionate potrebbe portare al respingimento della delegazione iraniana al confine statunitense.

"Andremo ai Mondiali, per i quali ci siamo qualificati, e il nostro ospite è la Fifa, non il signor Trump o l'America", ha aggiunto. "Se accettano di ospitarci, devono anche accettare di non insultare in alcun modo le nostre istituzioni militari. Perché se lo facessero, si potrebbe naturalmente creare la stessa situazione che si è verificata in Canada, dove c'era la possibilità che dovessimo tornare indietro. Quindi ci deve essere questo tipo di garanzia, in modo che possiamo andare con la coscienza tranquilla". Taj ha aggiunto che la Federazione calcistica iraniana spera di organizzare almeno un'amichevole con una "ottima squadra" nella vicina Turchia, dove l'Iran ha giocato partite contro Nigeria e Costa Rica alla fine di marzo.