L'INTERVISTA

Mourinho, che stoccata: "Milito più forte di Lautaro e nessuno di questa Inter avrebbe giocato nella mia"

Il portoghese a Sportweek: "Chivu? Bravo, ma anche fortunato..."

© Getty Images

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Sospeso tra il passato e un'ambizione Real, sempre più prossima alla realtà, José Mourinho si concede ai microfoni di Sportweek e si conferma, come da soprannome, speciale e unico. Già, perché parlando della sua Inter, il tecnico portoghese non lascia nulla di intentato. Dal paragone Milito-Lautaro a Chivu, passando per giocatori bravi "ma che nella mia squadra non avrebbero giocato". Insomma, il solito Mourinho doc, che fa parlare, discutere e, magari, anche un po' arrabbiare. 

Poi, certo, lui lo ha sempre detto: è e resterà un interista. Di qui, quindi, l'ammissione più significativa: "La scelta più difficile della mia carriera? Lasciare l'Inter". Salvo poi aggiungere: "Ma è una cosa che rifarei perché avevo appena vinto la Champions dopo Coppa Italia e Scudetto e poi sono andato al Real Madrid".

Insomma, si era appena messo in tasca un Triplete unico e irripetibile con una squadra, in qualche modo, senza paragoni: "Mi piacciono tanto i calciatori di questa Inter - dice infatti -, ma nessuno di loro avrebbe giocato nella mia squadra del Triplete. Lautaro? Preferisco Milito. Amo Lautaro, però amo Milito tre volte perché sto parlando di uno degli uomini del Triplete. Milito è stato uno di quelli che mi ha dato di più. Materazzi si incazzerà con me, ma Zidane era una bellezza e mi viene in mente lui se penso a un calciatore che incarna il concetto di eleganza".

E Chivu? "Chivu è stato bravo e fortunato. Quando giocava non era un allenatore in campo, non ha smesso di giocare ieri e iniziato ad allenare oggi. La sua non è stata una germinazione spontanea, ha fatto un percorso di formazione allenando la Primavera dell'Inter e facendo molto bene a Parma. Quest'anno ha avuto un pochino la 'stellina' perché nessuna delle altre squadre è stata davvero un competitor forte per lo Scudetto. Non ci è riuscito il Napoli, il Milan è in fase di transizione e la Juve pure, però vincere ti dà credito".

Infine un pensiero sulla Roma, l'altra squadra allenata in Serie A: "Roma è la citta più bella al mondo. San Siro è stata casa mia e mi ha regalato tante gioie, ma la vittoria che mi rende più orgoglioso è sempre la prossima".