L’Inter ha già la testa alla Coppa, il Napoli chiuderà stasera una 36esima giornata tutt’altro che banale. Il crollo del Milan cui non è bastata contro l’Atalanta la rabbiosa reazione nel finale, la vittoria-lampo (ma senza lustrini) della Juventus a Lecce e la rocambolesca rimonta della Roma a Parma ci regalano 180 minuti di emozioni forti in zona Europa.
CROLLO – L’attacco non segna (se non quando serve a poco…), il centrocampo non filtra e non costruisce, la difesa fa acqua, Maignan fa la bella statuina. Questa la fotografia dell’odierno Milan targato Allegri, quello che ha segnato tre gol nelle ultime 6 partite conquistando la miseria di 4 punti sui 18 disponibili. Quel Milan che solo poche settimane fa sembrava certo del posto in Champions. Rewind fino alla domenica sera 22 marzo. Così recitava la classifica dopo 30 giornate: Inter punti 69, Milan 63, Napoli 62, Como 57, Juventus e Roma 54. Nel mini-torneo delle ultime 6 partite l’Inter ha fatto 16 punti, la Juve 14, la Roma 13, il Como e il Napoli (con però la partita di questa sera con il Bologna da recuperare) 8 e il Milan 4. Un trend da 0,66 punti a partita che proiettato sulle 38 giornate produrrebbe 25 punti, retrocessione certa. Eppure il Diavolo ha ancora qualche speranza europea: Genoa fuori casa e Cagliari a San Siro. Sei punti alla portata, almeno in teoria, con il vantaggio negli scontri diretti con la Roma. Ma ci vorrebbe un attacco che segni (anche quando serve…), un centrocampo che filtri e costruisca, una difesa impermeabile e un Maignan che torni a parare. Utopia?
DIGIUNO & SETTEBELLO – Capitan Lautaro ha timbrato (e assistito) anche sabato contro la Lazio. Sono così 17 i gol in campionato del capitano interista. La corona di capocannoniere sembra assicurata (Douvikas, Malen e il “gemello” Thuram seguono a 13), adesso l’obiettivo personale è puntare quota 20, toccata e superata in passato nell’annata della Doppia Stella 2023-24 con tanto di vittoria in classifica marcatori con 24 reti e nei tornei del 2021-22 e 2022-23 entrambi chiusi a quota 21. Ma la testa del Toro è tutta alla finale di Coppa Italia di mercoledì. Anche perché sono quasi tre anni che Lautaro Martinez non va a segno in Coppa: ultimo suo gol (in realtà una doppietta) proprio nella finale del 24 maggio 2023 vinta 2-1 dall’Inter in rimonta sulla Fiorentina. Da allora un digiuno “copetero” di 296 minuti: oltre agli ultimi 46’ di quella finale, i 99’ contro il Bologna nell’edizione 2024, i 117’ contro Udinese e Milan nello scorso torneo e i 34’ contro il Torino nella Coppa in corso. A fronte di questi numeri in negativo, il 10 nerazzurro conta su una discreta tradizione “olimpica”: nello stadio romano infatti ha messo a segno finora 7 reti. Oltre alla doppietta contro la Fiorentina, se ne registrano 4 alla Lazio (per due vittorie, un pareggio e una sconfitta) e una alla Roma (0-1 nel campionato scorso) per un Settebello romano di tutto rispetto.
RINNOVO – Il 7 febbraio Kenan Yildiz prolungava il suo contratto con la Juventus fino al 2030. Mal gliene incolse… Da allora il numero 10 bianconero ha giocato un totale di 15 partite (13 in campionato e 2 in Champions) segnando la miseria di 2 gol (entrambi in A, in casa contro Pisa e Sassuolo). Prima della firma le cose erano andate decisamente meglio con 31 presenze complessive e 9 reti (8 in campionato e 1 in Europa). E intanto Yildiz aggiorna la sua serie “nera” con il totale dei minuti a secco salito ora a 425 da quando aveva segnato il gol del momentaneo 1-0 allo Stadium con il Sassuolo.
SARACINESCA – Il Como dei miracoli, approdato in Europa per la prima volta nella sua storia, non finisce mai di stupire. In quella che forse è la squadra che ha dato più spettacolo, con le magie di Nico Paz e Baturina e i gol di Douvikas, il reparto che i numeri esaltano è la difesa. Con sole 28 reti incassate in 36 partite è la migliore della Serie A. E tanto merito va al portiere francese Jean Butez. Un 31enne che non è stato profeta in Patria (mai una presenza in Ligue 1) ma che si è disimpegnato nel meno performante campionato belga, la Jupiter Pro League, prima a difendere i pali del Mouscron e poi dell’Anversa. Butez è arrivato sulle rive del Lario nel gennaio dell’anno scorso e ha subito preso il posto che si dividevano Reina e Audero. Nel suo primo (mezzo) torneo in A 19 presenze con 20 gol al passivo e 5 partite chiuse con la porta immacolata (il famigerato clean sheet). Quest’anno i numeri sono sensibilmente migliorati: finora 36 partite con 28 reti incassate e la bellezza di 18 gare senza subire gol. Chissà se basterà per convincere Deschamps a portarlo ai Mondiali, almeno come “terzo” alle spalle di Maignan. Finora il ct lo ha sempre ignorato.