Solita giornata pazza a Pisa. Nonostante il dissesto societario la squadra allenata da Gattuso ha battuto per 2-1 l'Ascoli salendo al terzo posto in classifica. La partita si è giocata a porte chiuse: lo stadio Romeo Anconetani non rispetta infatti gli standard per la B e la società non ha provveduto ai lavori a causa dei problemi economici. Tremila tifosi hanno però invaso il piazzale dello stadio e hanno sostenuto la squadra. Al termine del match i giocatori sono saliti sulle gradinate dello stadio e da una rete che dà sull'esterno hanno ringraziato i tifosi per il sostegno ricevuto. Una scena bellissima.
"Io mi sono emozionato tanto e dopo tutto quello che ho fatto in carriera, mai avrei pensato che nel 2016 avrei visto una roba di un simile fascino. Sono cose che fanno parte di un calcio che non esiste più, roba di 30-40 anni fa; io sono un romantico, forse sono nato nel periodo sbagliato, queste cose mi emozionano, mi piacciono e mi fanno credere in un qualcosa di bello, mi permettono di vivere un sogno. Quando siamo andati lì non mi sono fatto notare dai ragazzi, mi sono messo un po’ da parte e avevo gli occhi lucidi, mi sono commosso, non ce la facevo ad andare, ho fatto prendere a loro tutti gli applausi". Così l'allenatore Ivan Gennaro Gattuso, che aveva vissuto il match con il solito trasporto, stracciandosi letteralmente la maglietta.
Intanto i problemi societari continuano e Gattuso incontrerà la dirigenza, in particolare Petroni: "All'incontro parleremo di Lazzari, di Mudingayi e vedremo da dove attingere se si è sforato col budget. Ma non è questo l'unico problema, c'è tutta una struttura da migliorare, gente che lavora e va inquadrata, contratti, settore giovanile visto che alcune squadre non sono ancora state allestite. Abbiamo un marchio sul petto, rappresentiamo il Pisa e non possiamo scherzare, abbiamo una responsabilità grande perché rappresentiamo una città ed un popolo".