
Derby Roma-Lazio, orario e data cambiano ancora: si gioca lunedì alle 20.45. La Lega minaccia ricorso al Tar
Serie A, 37ª giornata: è arrivata la decisione della Prefettura di Roma sul derby della Capitale. Ma è guerra con la Lega Serie A

"Alla luce delle valutazioni effettuate in sede di Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, con particolare riferimento ai profili connessi alla gestione dell'ordine pubblico e della mobilità urbana in concomitanza con un evento di rilevanza mondiale quale gli Internazionali BNL d'Italia, in corso presso il Foro Italico, è stato disposto che l'incontro di calcio Roma-Lazio si disputerà nella giornata di lunedì 18 maggio 2026, con inizio alle ore 20.45". Lo rende noto la Prefettura di Roma che, nella giornata di martedì 12 maggio, con questo comunicato sposta ancora data e orario del derby Capitale. Pronta la replica della Lega Serie A, che - in una nota - "invita con forza le Autorità di ordine pubblico a revocare il provvedimento di rinvio" della partita tra Roma e Lazio a lunedì 18 maggio, altrimenti "sarà costretta a reagire in ogni opportuna sede a tutela della competizione, degli interessi dei tifosi romani e del nostro campionato, nonché del nostro prodotto che, attraverso la mutualità, genera le risorse per il sostegno a tutti i livelli del calcio".
La posizione della Lega Calcio -
La Lega ieri aveva ufficializzato le date della 37.a giornata, fissando il fischio d'inizio di Roma-Lazio e delle partite che si porta dietro causa lotta per la Champions League (Pisa-Napoli, Como-Parma, Genoa-Milan e Juventus-Fiorentina) per domenica alle 12.30. Una scelta figlia, oltre che delle direttive del Viminale che aveva disposto come il derby romano non si potesse giocare di sera per via degli incidenti precedenti, della volontà di aiutare i tifosi - non giocando in un giorno feriale - e le emittenti tv.
Il comunicato della Lega Serie A -
"La Lega Serie A, quale soggetto delegato dalla Figc all'organizzazione del campionato di competenza, ha il compito primario e indefettibile di tutelare la regolarità del campionato stesso, che ha il suo caposaldo nella contemporaneità della disputa delle gare delle ultime due giornate agonistiche. Caposaldo al quale la Lega Serie A non può certo abdicare, a garanzia del regolare svolgimento della competizione. Il provvedimento del Signor Prefetto di Roma, che ha rinviato d'autorità il derby capitolino a lunedì 18 maggio alle ore 20.45, oltre a porsi in aperta e non comprensibile contraddizione con la sua stessa affermazione - espressa a inizio stagione sportiva - di non disputare la stracittadina di notte, non tiene in alcun conto che il differimento della gara Roma-Lazio, in una giornata di gare sottoposta al regime della contemporaneità obbligatoria, determina inevitabilmente il differimento di altre quattro gare, che movimentano realisticamente 300.000 tifosi, i quali patiranno le intuibili conseguenze logistiche ed economiche della decisione presa". E ancora: "Il provvedimento prefettizio fa riferimento in fatto alla contemporaneità della gara Roma-Lazio con gli Internazionali di tennis, lasciando intravedere il timore dell'Autorità di ordine pubblico di non essere in condizioni di poter gestire nel medesimo tempo le due manifestazioni, che peraltro si svolgono nello stesso sito del Foro Italico a poche centinaia di metri, senza tensioni tra i tifosi di due sport diversi - come dimostrato sabato scorso nella contemporaneità tra gli Internazionali e la gara di campionato Lazio-Inter - e comunque ad orari distanziati proprio grazie allo sforzo della Lega Serie A, che aveva fissato il derby e le gare contemporanee alle ore 12.30 di domenica 17 maggio (orario, quello delle 12.30, non usuale, atteso che impatta sui costi organizzativi in termini di personale che deve essere al lavoro dal giorno prima e in termini di audience del prodotto)", prosegue la Lega, "peraltro, la finale degli Internazionali coinvolge un numero circoscritto di spettatori, non più di 10.000, perché sarà l'unica partita disputata nella giornata, mentre questo problema non era mai emerso in occasione delle diverse gare di Campionato e Coppa Italia giocate negli anni durante gli Internazionali di tennis con oltre 50.000 persone presenti nell'intero parco del Foro Italico". "Questa tendenza interventista delle prefetture e delle questure, che modificano i calendari delle partite a proprio piacimento disinteressandosi dei problemi generati ai tifosi di casa e a quelli che viaggiano in trasferta, ai Club, ai calciatori, alle televisioni nazionali e internazionali che hanno già programmato la messa in onda delle gare, rappresenta un precedente estremamente pericoloso per la credibilità del sistema italiano nel gestire l'organizzazione di eventi nel nostro Paese", prosegue la Lega Serie A, che, "per quanto evidenziato, invita con forza le autorità di ordine pubblico a revocare il provvedimento di rinvio che, se anche risolve le presunte criticità romane (ma non è così, quanto meno perché è già noto che per lunedì 18 maggio è stata dichiarata una giornata di sciopero dei trasporti), lo fa al prezzo di nuove tensioni connesse alle altre quattro gare rinviate, che di fatto impongono la decisione del Prefetto di Roma ai Prefetti delle quattro città ospitanti - Genova, Torino, Como e Pisa - e delle altre quattro città in trasferta - Napoli, Firenze, Milano e Parma". "Diversamente, la Lega sarà costretta a reagire in ogni opportuna sede a tutela della competizione, degli interessi dei tifosi romani e del nostro campionato, nonché del nostro prodotto che, attraverso la mutualità, genera le risorse per il sostegno a tutti i livelli del calcio", conclude la la Lega Serie A, con riferimento a un possibile ricorso al Tar.
Abodi: "Se si arriva davanti a giudice è già occasione persa" -
"Quando si arriva a questo punto già si è persa l'occasione, che ci si ritrovi davanti a un giudice secondo me è il segnale non soltanto di come si è arrivati ma di come si è partiti". Così il ministro dello Sport Andrea Abodi risponde ai cronisti al Quirinale sulla decisione della Lega Serie A di ricorrere al Tar del Lazio contro la decisione del Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica di posticipare a lunedì 18 maggio alle ore 20.45 per motivi di ordine pubblico vista la concomitanza con gli Internazionali Bnl d'Italia. Una lezione per l'anno prossimo? "Ci sono sempre delle lezioni e ogni volta è una lezione nuova, ma ci sono state pure quelle precedenti. Io dico che quando il calendario degli eventi sportivi è non un evento straordinario ma una tradizione che si rinnova, quegli elementi lì devono essere dei punti fermi. Il tema principale è che bisogna mettersi in testa che tutta questa organizzazione vive sul presupposto di servire al meglio la tifoseria, gli appassionati, quelli che hanno il privilegio di assistere dal vivo e quelli che guardano gli eventi in televisione. Se perdiamo di vista l'obiettivo diventa una routine stanca che dimentica le priorità", risponde il ministro.
Cosa succede per le altre partite? -
Sembrava scontato che la nota della Prefettura sul derby romano si portasse dietro anche le altre quattro partite visto che, per regolamento, negli ultimi due turni di campionato le squadre che giocano per lo stesso obiettivo devono scendere in campo in contemporanea, ma la mossa della Lega Calcio congela tutto. Su date e orari della 37.a giornata ci sarà ancora da attendere.
È possibile spostare la finale degli Internazionali? -
"Una battuta, lui è un grande dirigente, c'è stima reciproca, è il primo dirigente che dialoga con noi nella stesura dei calendari. Sono sicuro che da grande dirigente qual è De Siervo troverà la soluzione adatta, la finale del tennis è impossibile da spostare, possono fare tutto quello che vogliono ma si tolgano dalla testa questa opzione". Lo ha detto il presidente della Fitp Angelo Binaghi ospite di Un Giorno da Pecora su Radio1, a proposito della proposta dell'ad della Lega Serie A Luigi De Siervo di spostare la finale degli Internazionali per la concomitanza con il derby capitolino.
Come funziona la contemporaneità? -
Con la circolare di ieri, la Lega Serie A ha definito anche un nuovo termine di tolleranza per l’attesa delle squadre in campo per quanto riguarda le partite da giocare in contemporanea. Infatti, per garantire il più possibile la contemporaneità fra questi due gruppi di sfide, il termine, previsto dall’art. 54, comma 2 delle NOIF, viene ridotto a cinque minuti. Questo significa che il calcio d’inizio della prima frazione di gioco, così come quello del secondo tempo, potrà essere distanziato di massimo 5 minuti.
Quando si giocano le partite che non contano per la Champions? -
Inter-Verona resta fissata per domenica alle 15 (e poi scatterà la festa scudetto), mentre Udinese-Cremonese, Sassuolo-Lecce e Torino-Cagliari, in contemporanea per la lotta salvezza, saranno alle 20.45. Salvo altri ribaltoni, ovviamente.
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