
Davide Ancelotti: "Ora punto al Mondiale con papà. Futuro in Italia? Mi sento pronto per il Milan"
Il figlio di Carlo: "Dopo la Coppa del Mondo potrei ricominciare da solo, ho già delle proposte"

Il passato -
Passato, presente e futuro. In un'intervista alla Tripletta, il podcast della Gazzetta dello Sport, Davide Ancelotti ha raccontato le sue esperienze da vice del padre Carlo, la sua prima panchina “in solitaria” al Botafogo, il ritorno con il padre su quella del Brasile per il Mondiale e il sogno di allenare un grande club, magari in Italia.
Davide ha seguito il padre sin dal 2012, dopo aver abbandonato il calcio giocato a vent'anni per concentrarsi sulla carriera in panchina. Ancleotti junior ha iniziato la propria esperienza fuori dal campo come preparatore atletico prima al Paris Saint-Germain e poi al Real Madrid. Ricordando la sua prima avventura con i Blancos, ha ricordato un aneddoto riguardante Cristiano Ronaldo: "Quando nel 2014 vinse il Pallone d’oro, si concesse una flute di champagne. Al primo allenamento utile chiese una sessione extra per smaltirla". Parlando di campioni passati sotto lo sguardo di Davide, i più forti dal suo punto di vista li ha allenati proprio al Real: "Kroos e Modric, che prima di firmare con il Milan ci ha chiamato per alcuni consigli".
Futuro in Italia? A proposito di Milan, Davide Ancelotti non ha nascosto la sua fede rossonera: "Prima di intraprendere questa carriera ero milanista in campo e nella vita. Non ho vergogna a dire che da tifoso piansi a Yokohama dopo la sconfitta con il Boca nella finale di Coppa Intercontinentale". E chissà che le strade di Ancleotti junior e Modric non si possano incrociare proprio a Milanello. Davide ha infatti sottolineato che "mi piacerebbe molto allenare il Milan come mio padre e mi sento anche pronto per farlo". Il classe 1989 ha poi aggiunto che potrebbe iniziare una nuova avventura in "solitaria" già dopo il Mondiale: "Qualche proposta sul tavolo c’è, io vorrei decidere già prima del torneo di giugno, ma vediamo".
Ora però il Mondiale Esonerato a dicembre dal Botafogo, a marzo è tornato ad affiancare papa Carlo alla guida del Brasile. Tra gli aspetti che l'hanno colpito del calcio brasiliano c'è il calore del pubblico: "La passione che ho visto in Brasile, per la Seleçao ma anche al Botafogo che ho allenato, è incredibile. Tutti vogliono vincere e quando vedi la maglia verdeoro non puoi non sentire una grande responsabilità". I tifosi della Seleção chiedono alla coppia Ancelotti di tornare a vincere quel Mondiale che manca dal 2002. Per esaudire la richiesta dei brasiliani, i due potrebbero fare affidamento su Neymar, inserito nella lista dei 55 pre-convocati comunicata l'11 maggio: "Se è in questa lista è perché la sua condizione fisica sta migliorando. Poi da qui al 18 maggio faremo la scrematura fino ai 26 che verranno negli Stati Uniti". Sulla preparazione che affronteranno nel prossimo mese - il Brasile esordirà il 14 giugno contro il Marocco - Ancelotti junior ha sottolineato questi aspetti: "Il caldo sarà un fattore da non sottovalutare, così come la strada che sta prendendo il calcio moderno. Credo saranno importanti la disciplina nella fase difensiva e le palle inattive. Dovremo poi rispettare i valori di un Paese come il Brasile che ha nell’allegria e nell’umiltà caratteristiche non solo in campo, ma nella vita".