FINALE COPPA ITALIA

Lazio per l'impresa, Inter per il trionfo-bis: Sarri contro Chivu prepara il colpo di scena

Gli unici due precedenti sono quelli della stagione in corso, ma l'allenatore laziale è abituato a mezzi miracoli

di Enzo Palladini
© Getty Images

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Maurizio Sarri non è l’allenatore più anziano ad avere vinto un campionato, ma poco ci manca. Ha conquistato lo scudetto nella tormentata stagione 2019-20, a 61 anni e mezzo. Poi gli ha tolto il primato Luciano Spalletti, che ha festeggiato con il Napoli quando ne aveva 64. Cristian Chivu non è l’allenatore più giovane ad avere vinto un campionato, diversi colleghi lo battono anche se non di molto. È però uno dei pochi ad avere centrato questo traguardo al primo anno intero da allenatore della prima squadra. Un vanto che un eventuale doblete renderebbe ancora più gratificante.

I precedenti non sono molto incoraggianti per il condottiero laziale. Ha affrontato il collega romeno solamente nelle due partite di questa stagione, entrambe vinte dall’Inter per 2-0 a San Siro e per 3-0 all’Olimpico. Discretamente desolante, soprattutto alla voce “gol segnati” dove c’è uno zero grande come una casa. Desolante è anche la maniera in cui pochi giorni prima di questa finale la Lazio ha ceduto di fronte a una squadra ancora in festa per il titolo appena conquistato. Mai in partita, quasi mai pericolosa, travolta dalla voglia di Lautaro e compagni.

C’è però un filo rosso che attraversa la stagione della Lazio, quello che rappresenta la capacità di sopportare e trovare energie dove sembra che non ce ne siano più. Ci sono stati momenti di estrema sofferenza anche numerica, eppure la Lazio è lì a giocarsi un posto in Europa per la prossima stagione. Emblematica la maniera in cui si è conquistata l’accesso a questa finale, con i miracoli del portiere Motta nella serie dei rigori contro l’Atalanta. In quell’atto di eroismo c’è un po’ la sintesi di tutta la stagione della Lazio, che dopo avere fatto scena muta per motivi regolamentari nel mercato della scorsa estate, ha visto partire a gennaio anche i due giocatori più appetibili, Castellanos e Guendouzi. Tra un mugugno e l’altro, Sarri è andato avanti, si è inventato Maldini centravanti e Patric regista, ha rivitalizzato Basic, ha plasmato Taylor in base alle sue esigenze, si è tenuto volentieri Romagnoli che sembrava già in fase di decollo, ha assistito con piacere ai progressi straordinari di Gila.

Certo, per battere l’Inter attuale ci vuole qualcosa di diverso. Non basta l’attenzione alle marcature preventive su cui insistono tanto gli allenatori contemporanei, non basta nemmeno la Lazio che si è vista nel recente precedente contro gli uomini di Chivu. Sarri ha ammesso che la Lazio ha disputato (eufemismo) una partitaccia. Ma ha anche avvisato che ha in mente di mettere in campo una squadra diversa. Non basta però cambiare uomini. Per centrare il miracolo – perché di vero miracolo si tratterebbe – di alzare la Coppa Italia, la squadra biancoceleste dovrà dare qualcosa in più del suo cento per cento, augurandosi che agli avversari possa bastare anche la sbornia dello scudetto. Un compito davvero molto impegnativo, ma per come è stata vissuta questa stagione in casa Lazio, potrebbe anche finire con l’ennesimo colpo di scena.