CICLISMO

Caso Pantani, legali genitori: "Non ci opponiamo a richiesta archiviazione, tradito da persone di cui si fidava"

Così gli avvocati della famiglia in merito alla richiesta del pm di Trento che aveva riaperto il caso

© Getty Images

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Non ci sarà opposizione da parte della famiglia Pantani alla richiesta di archiviazione depositata dalla pm Patrizia Foiera per l'indagine relativa alla presunta "associazione a delinquere di stampo mafioso riconducibile al decesso di Marco Pantani". Lo hanno comunicato a LaPresse gli avvocati Alberto e Fiorenzo Alessi, legali dei genitori del campione italiano del ciclismo Tonina e Paolo Pantani.

"Anche per quella coerenza difensiva e correttezza professionale che si impongono nell'esercizio della nostra articolata e delicata funzione - affermano i legali dei genitori di Pantani - ci si è determinati a non proporre opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata e notificataci quali avvocati di fiducia dei coniugi Pantani dal procuratore vicario della procura di Trento. Esaminato il dettagliato compendio delle risultanze di un'indagine oggettivamente ampia e scrupolosa, non sono emersi nè sussistono i presupposti perché si possa legittimamente sostenere un'opposizione avverso la richiesta depositata dal pm di Trento".

Sotto la lente della Procura era finita l'ombra della camorra che sarebbe intervenuta per negare la vittoria del campione romagnolo al Giro d'Italia del 1999. La mattina del 5 giugno di 26 anni fa, a Madonna di Campiglio, quando il 'Pirata' era saldamente al comando della classifica un controllo ematico a sorpresa lo escluse dalla corsa.

I legali della famiglia Pantani: "Abbandonato da persone di cui si fidava" - "Se si considera, come scrive la procura di Trento all'esito di un diligente e scrupoloso lavoro investigativo, che dopo Madonna di Campiglio Marco Pantani fu lasciato solo non unicamente dalle istituzioni del ciclismo ma dall'apparato della sua stessa società che invece avrebbe dovuto adeguatamente tutelarlo come uomo e 'patrimonio' sportivo ed economico - dicono i legali - e si ha riguardo al fatto, rilevato e per certi versi stigmatizzato nelle proprie determinazioni dal pm di Trento, che anche nel corso delle ultime indagini nessuno di coloro che rivestivano soprattutto ruoli dirigenziali e operativi nel team d'appartenenza ha inteso fornire un qualsiasi contributo o elemento probatorio, deve concludersi che Marco Pantani sia stato abbandonato alla solitudine, e sostanzialmente tradito, da persone in cui riponeva fiducia. Sentimento vitale per Pantani, come la riconoscenza e l'amicizia, merce rara in quell'ambiente dove si verificarono i fatti che, poi, ne determinarono la morte".