I programmi di elettrificazione dei marchi europei, hanno subito una grave battuta d'arresto. Sebbene l'automobile elettrica continui a essere una parte importante delle strategie future, essa non rappresenta più l'unica alternativa di futuro possibile. Volkswagen - a dir la verità - è stata tra le prime a proporre un piano di transizione che sembrava poggiare su basi solide. La realtà si è dimostrata differente.
Niente Golf
L'offensiva è iniziata con la costruzione della gamma ID., che avrebbe dovuto - nel corso degli anni - sostituire l'attuale offerta di prodotto. Quasi per intero: sarebbe rimasta soltanto la Golf. Anche in versione elettrica, inizialmente prevista per il 2028. Cambio di programma: l'AD del marchio ha annunciato che non vedremo la compatta più famosa del mondo a batteria prima del 2030. Un ritardo di soli due anni, ma sintomatico di una evidente difficoltà nel soddisfare la richiesta di mercato con le imposizioni politiche.
Nuova piattaforma
Ufficialmente, il motivo del rinvio sarebbe tecnico. Volkswagen vuole aspettare l'arrivo della nuova piattaforma SSP a 800 Volt realizzata in collaborazione con Rivian. Questa sarà la base per tutte le successive automobili elettriche del Gruppo, inclusi modelli dei marchi Audi e Porsche. In ogni caso, l'arrivo della Golf elettrica non coinciderà con una dismissione delle varianti con motori a combustione. Wolfsburg intende mantenere l'offerta di benzina e diesel finché sarà possibile.
Strategie
La Golf elettrica slitta: arriverà nel 2030
Volkswagen posticipa la data di debutto della sua icona a batterie
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