INTERVISTA ESCLUSIVA

Ronaldo Vieira: “Samp nel cuore, ma l’addio fu doloroso. La mia nuova vita in Mls: punto in alto con Werner”

Il centrocampista, oggi al San Jose, si apre anche sul razzismo: “Aiutai Akinsanmiro a ignorare gli incivili. Con mio fratello Romario un progetto per i bambini in Guinea” 

di Paolo Borella
© instagram | Ronaldo Vieira con Timo Werner prima di un allenamento dei San Jose Earthquakes

© instagram| Ronaldo Vieira con Timo Werner prima di un allenamento dei San Jose Earthquakes

Alla Sampdoria era “il bambino”, soprannome regalatogli da Marco Giampaolo, che lo aveva lanciato in Serie A a 20 anni. Otto stagioni dopo, Ronaldo Vieira gioca da veterano negli Usa, capitano dei San Jose Earthquakes in testa alla Western Conference e all'inseguimento del titolo Mls guidati da Timo Werner.

Classe '98, il calcio era nel destino di Vieira già dal nome, non solo dal cognome: “Mia madre, grande appassionata, amava il Brasile degli anni d'oro. Così, quando ebbe due gemelli, chiamò me Ronaldo e mio fratello Romario. Da piccolo ci scherzavamo sempre su, forse mi ha anche un po’ aiutato. Ma il mio unico idolo è stato Ronaldinho!”, sorride il centrocampista mentre si racconta in esclusiva a Sport Mediaset.

Nato in Guinea-Bissau, cresciuto tra Portogallo e Inghilterra, dopo la lunga parentesi italiana sembra essersi ritrovato in California, nel cuore della Silicon Valley: “Volevo cambiare aria e il calcio della Mls mi ha stupito tanto, dall’organizzazione curata al dettaglio agli impianti modernissimi. La società mi ha dato molta fiducia e dopo un anno qui mi sento già importante per questo progetto”. 

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Vieira faccia a faccia con l'ex Napoli Hirving Lozano nella sfida contro San Diego

Viene da chiedersi: qual è il livello medio del campionato? “Da prime posizioni della Serie B italiana, mentre le migliori squadre potrebbero stare a metà classifica in A. Sul piano tattico c’è ancora abbastanza differenza, ma nel giro di due anni migliorerà tutto. Oltre ai veterani, le società acquistano giovani forti e vogliono sincronizzare il calendario stagionale con l’Europa. Gli investimenti non mancano, sarà tra le leghe top”. 

Tra le avversarie, Ronny stila la top 3: Vancouver, LAFC e Seattle, “noi puntiamo di certo ai playoff, poi vedremo”. Tra i compagni, occhi sull’ex Chelsea, Timo Werner: “Non aveva il ritmo partita, ma è arrivato con umiltà e si è messo a lavorare. È una delle stelle che portano gli spettatori allo stadio”. 

Per quanto non sia facile, in un Paese sportivamente dominato da Nba, Nfl e Mlb, attrarre pubblico e tifoseria: “Il calcio è ancora al quarto o quinto posto. Un giocatore vive tutto in modo più tranquillo, spesso non ti riconoscono nemmeno quando giri in città e non è un problema uscire dopo una sconfitta”.

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Capitan Vieira dà indicazioni ai compagni di San Jose

Qui il discorso si riconnette con il doloroso addio alla Samp dopo la travagliata stagione 2024/25: “Non sono soddisfatto di come è finita la mia avventura lì. I primi anni sono andati benissimo, invece nell’ultimo periodo l’atmosfera era pesante, per me ancora di più per questioni di contratto".

Anche se sei stagioni non si dimenticano: "Sarò sempre grato al club: arrivai bambino e ho salutato da uomo. Ho esultato in tv per la salvezza”. Oltre a Giampaolo, l’altra figura di riferimento sulla panchina blucerchiata è stata Claudio Ranieri: “Faceva la differenza sul piano umano. È importante perché quando sei in campo e la tattica non funziona, ti guardi negli occhi con i compagni e lotti per il mister. Quando non giocavo tanto, gli chiesi in cosa potessi migliorare. Mi rispose: ‘Devi sorridere di più’. Quelle parole mi entrarono nel cuore”. 

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Per Vieira sei stagioni alla Sampdoria tra il 2018 e il 2025

Nel 2019, invece, un altro momento difficile per Vieira, quando al suo indirizzo furono rivolti cori razzisti durante un Sampdoria-Roma: “L’arbitro mi chiese come stessi, ma io non avevo sentito niente. Dopo la partita mi spiegarono, fu tutto più chiaro e ci rimasi male. Però quell’episodio mi fece anche crescere e quando accadde di nuovo nel 2025 con Akinsanmiro a Brescia, ebbi la forza di andare da lui e dirgli di ignorare quegli incivili”. 

Una spinta a spendersi per il prossimo e per i giovani che per Ronaldo Vieira si estende anche alla sua Guinea-Bissau: “Per tanti anni non sono tornato a casa, ora con mio fratello Romario vorremmo iniziare qualche progetto, anche legato al calcio, con una scuola: i talenti ci sono, mancano le opportunità”.

La nazionale guineense ne è l’esempio: “Il gruppo si è ringiovanito, ma è forte. Penso a Renato Nhaga del Galatasaray, l’ex Udinese Beto e altri che giocano in Portogallo. Il primo sogno è tornare alla Coppa d’Africa, poi inizieranno le qualificazioni ai Mondiali e vediamo che succede”.