Esattamente dieci anni fa, il 15 maggio 2016, il mondo della Formula 1 assisteva a un evento che avrebbe riscritto la storia dello sport. Sul circuito di Barcellona, un ragazzo di soli 18 anni balzava a bordo della Red Bull e vinceva al debutto, tenendo testa con nervi d'acciaio a un veterano come Kimi Raikkonen. Quel giorno, Max Verstappen non solo diventava il più giovane vincitore di sempre — un record tuttora imbattuto — ma costringeva una leggenda come Niki Lauda a togliersi il cappello e definirlo il "talento del secolo".
Forgiato dalle corse
Dietro quel debutto travolgente si celava un percorso formativo durissimo. Jos Verstappen gli impose di girare sotto il diluvio fino a perdere la sensibilità delle dita e gli vietò i sorpassi in rettilineo per costringerlo a inventare manovre in ogni curva. Metodi estremi che però forgiarono in Max una "scorza" e una maturità agonistica impensabili per qualsiasi altro diciassettenne. Pur restando un pilota diretto e implacabile, ha mostrato un'ironia e una socialità inaspettate, diventando un punto di riferimento anche per i colleghi.
La passione oltre i record: la sfida del Nürburgring
A quasi 29 anni - e dopo quattro titoli mondiali - Max Verstappen rappresenta oggi un paradosso affascinante: lui, che è stato l'emblema del nuovo che avanzava, oggi veste i panni del pilota "di una volta". La sua partecipazione alla 24 Ore del Nürburgring è la prova di un amore per le corse che travalica i confini della Formula 1, i titoli vinti e il conto in banca. In un'epoca di piloti ultra-specializzati, Verstappen resta un atleta eclettico e trasversale, mosso da una passione pura che lo rende un fuoriclasse.
Anniversari
Dieci anni fa il mondo scopriva Max Verstappen
Il debutto al GP di Barcellona ha anticipato una carriera da predestinato
© Getty Images
Continua a leggere su sportmediaset