Anniversari

Dieci anni fa il mondo scopriva Max Verstappen

Il debutto al GP di Barcellona ha anticipato una carriera da predestinato

di Tommaso Marcoli
© Getty Images

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Esattamente dieci anni fa, il 15 maggio 2016, il mondo della Formula 1 assisteva a un evento che avrebbe riscritto la storia dello sport. Sul circuito di Barcellona, un ragazzo di soli 18 anni balzava a bordo della Red Bull e vinceva al debutto, tenendo testa con nervi d'acciaio a un veterano come Kimi Raikkonen. Quel giorno, Max Verstappen non solo diventava il più giovane vincitore di sempre — un record tuttora imbattuto — ma costringeva una leggenda come Niki Lauda a togliersi il cappello e definirlo il "talento del secolo".
Forgiato dalle corse
Dietro quel debutto travolgente si celava un percorso formativo durissimo. Jos Verstappen gli impose di girare sotto il diluvio fino a perdere la sensibilità delle dita e gli vietò i sorpassi in rettilineo per costringerlo a inventare manovre in ogni curva. Metodi estremi che però forgiarono in Max una "scorza" e una maturità agonistica impensabili per qualsiasi altro diciassettenne. Pur restando un pilota diretto e implacabile, ha mostrato un'ironia e una socialità inaspettate, diventando un punto di riferimento anche per i colleghi.
La passione oltre i record: la sfida del Nürburgring
A quasi 29 anni - e dopo quattro titoli mondiali - Max Verstappen rappresenta oggi un paradosso affascinante: lui, che è stato l'emblema del nuovo che avanzava, oggi veste i panni del pilota "di una volta". La sua partecipazione alla 24 Ore del Nürburgring è la prova di un amore per le corse che travalica i confini della Formula 1, i titoli vinti e il conto in banca. In un'epoca di piloti ultra-specializzati, Verstappen resta un atleta eclettico e trasversale, mosso da una passione pura che lo rende un fuoriclasse.

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