MILAN

Milan, rivoluzione Cardinale: più poteri a Ibrahimovic e possibile ribaltone societario

Lo svedese diventa l'uomo forte del club: un super-consulente con pieni poteri decisionali su mercato, campo e organigramma

Al Milan è tempo di ribaltoni, e al centro del nuovo villaggio globale rossonero c’è sempre lui: Zlatan Ibrahimovic. Il vertice di Londra tra Gerry Cardinale e i vertici societari ha tracciato la rotta per il futuro immediato. Un summit che ha il sapore della svolta epocale, nato sotto una stella polare chiarissima: la redistribuzione del potere. E in questa nuova mappa del comando, la stella di Ibra brilla più che mai, pronta a fagocitare ruoli e responsabilità.

Fino a oggi, il ruolo di Zlatan come Senior Advisor di RedBird era rimasto in un limbo dorato. Tanto carisma, molta presenza a Milanello, ma un’operatività spesso vissuta dietro le quinte. Adesso la musica cambia. Cardinale ha deciso di rompere gli indugi e di consegnare allo svedese le chiavi della ricostruzione. Ibra non sarà più solo un consigliere di fiducia, ma l’uomo forte a cui farà capo l'intera area sportiva. Un vero e proprio super-dirigente con l'ultima parola su scelte di mercato, gestione del gruppo e, soprattutto, sulla scelta degli uomini chiave.

Le recenti parole di Cardinale non lasciano spazio a interpretazioni. Senza la certezza aritmetica del posizionamento Champions, il fallimento è dietro l'angolo e la rivoluzione è già partita. L'accentramento dei poteri nelle mani di Ibrahimovic genera inevitabilmente onde d'urto all'interno di Casa Milan. Lo stesso Furlani è sotto esame. L'amministratore delegato, finito da tempo nel mirino della contestazione della piazza, vede la propria posizione fortemente ridiscussa. Con l'ascesa strategica di Ibra, le competenze dell'area sportiva si allontanano dal Ceo, rimettendo in discussione l'intero organigramma societario.

Poi c'è la questione campo. La frattura tra Ibrahimovic e Massimiliano Allegri appare ormai insanabile. Lo svedese vuole un Milan diverso, più futuribile e aggressivo, e la permanenza del tecnico livornese è appesa a un filo sottilissimo. L'addio a fine stagione sembra lo scenario più probabile. Cardinale ha scelto di fidarsi dell'istinto e della mentalità vincente dell'ex fuoriclasse. Una mossa che divide la tifoseria – tra chi invoca il ritorno nostalgico di Maldini e chi critica la presunta arroganza societaria – ma che traccia una linea netta. Il mercato estivo non ammetterà errori: Ibra guiderà la strategia, con il compito di spendere il giusto e nei ruoli chiave, blindando i big e portando a Milano profili da Instant Team capace di vincere subito.