"Persa la partita della vita? Le cose della vita sono altre, quelle cose dove dicono che 'sono tutti morti' è sbagliato, è sbagliato mettere tutti in prigione, Sono partite di calcio. Chiaro che questo è un risultato bruttissimo. Dico solo che i ragazzi hanno fatto una crescita importante, e bisogna mantenere un livello di personalità che vuole questo livello di sfida e importanza". Così il tecnico della Juve Luciano Spalletti dopo la brutta sconfitta casalinga contro la Fiorentina, che a una giornata dalla fine esclude i bianconeri dalla zona Champions.
"Se non sei nelle condizioni di esprimere il livello che hai, devo mettere in discussione soprattutto me stesso. Se io vengo al campo e offro questo, bisogna analizzare quello che ho fatto io prima di analizzare quello che hanno fatto i calciatori. Abbiamo fatto una partita pessima, sotto alcuni punti di vista alcuni episodi non ci sono stati a favore e abbiamo fatto poco per quello che necessitava la partita - ha proseguito a Sky - Però non parliamo di vita o di morte. Dobbiamo ristabilire tutto quello che ci ha portato fin qui", ha aggiunto.
E ancora: "Ho idee chiarissime su di me e i miei giocatori. Ho fatto di tutti per portarli nelle condizioni mentali giuste. Dovevo riuscire a fare bene questa partita qui".
"In settimana parlerò con John Elkann, sarà un'analisi di me stesso: devo presentare qualcosa di più di ciò che ho presentato oggi. Anche se l'episodio non ci è girato a favore, siamo andati sotto dopo non aver subito quasi nulla: se i giocatori non reagiscono dal punto di vista mentale il primo responsabile sono io". "Lo sappiamo che non andando in Champions la società perde dei soldi, ma parlare di partita della vita o della morte non va bene. Alla stagione do un giudizio positivo, abbiamo disputato una grande stagione con me e alcuni episodi ci hanno penalizzato per renderla grandissima" conclude Spalletti.