
Chivu: "Non volevo alzare il trofeo, mi hanno tirato dentro. Roma e Como partite decisive"
L'allenatore nerazzurro festeggia a San Siro: "L'obiettivo stagionale era ricompattare l'ambiente, ci siamo riusciti alla grande. Pronti a una lunga notte"

L'Inter solleva il trofeo della Serie A a San Siro e festeggia il double scudetto-Coppa Italia. Ai microfoni di Dazn, Cristian Chivu sorride dopo una grande doppietta: "Faccio il mio e cerco di dare sempre entusiasmo, motivazione e ambizione. Quando hai a che fare con dei ragazzi fantastici tutto diventa più naturale e semplice. Questi due trofei sono la conseguenza di un gruppo di uomini che ha messo la faccia e ha lavorato sodo per raggiungere questo".
A differenza di quanto accaduto mercoledì all'Olimpico con la Coppa Italia, quando si era messo in disparte, stavolta Chivu ha alzato il trofeo in prima persona insieme a Lautaro: "Mi hanno preso e mi hanno spinto là dentro, non volevo. È un momento dedicato ai giocatori, io al massimo mi farò una foto con il mio staff dopo e mi basta quello".
Un percorso lungo e non sempre scontato: "Ci sono stati tanti episodi e momenti da gestire. Vincendo a Lecce abbiamo messo un mattone importante andando a +10. Poi magari ci sono stati momenti in cui non riesci per vari motivi: perdi il derby, pareggi con Atalanta e Fiorentina. Roma e Como probabilmente sono state le due partite decisive: ci hanno dato tanto e tolto molto alla concorrenza".
La dedica? "Dedico questo al mondo Inter e alla mia famiglia. Non era scontato dopo quello che è successo l'anno scorso. Ricompattare l'ambiente era l'obiettivo principale e direi che lo abbiamo fatto alla grande".
Pochi complimenti all'allenatore? "Io non ne ho bisogno. So chi sono e cosa metto al tavolo, non ho problemi. Lascio agli altri dire cose su di me. A me interessa la società e il gruppo, la società che mi ha dato fiducia dandomi questo incarico e questa gente meravigliosa". Ora il pullman scoperto: "Sarà una serata lunga e ce la godremo al massimo".
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