Nikola Stulic e Jamie Vardy, il 9 del Lecce e il 10 della Cremonese: sono i due uomini che tengono vive le speranze di due città, anche se negli ultimi novanta minuti i pugliesi saranno padroni del loro destino: con una vittoria saranno salvi. Eppure, a una manciata secondi dalla fine non era così. Se il gol di Vardy è stato segnato dopo 9 minuti e difeso con tutte le proprie forze dagli uomini di Giampaolo, quello di Stulic è stato segnato al 96’. Vardy e Stulic, un anziano e un giovane, accomunati da una stagione tormentata sia pure per motivi diversi. Eusebio Di Francesco può cominciare a toccare ferro: viene da due retrocessioni consecutive, stavolta non può permettersi un'altra delusione.
Nel frattempo, il Cagliari di Pisacane ha tagliato il traguardo di una salvezza vitale per tutta una regione. Bastava un pareggio, è arrivata una bella vittoria sul Torino. Resta dunque un posto da assegnare per la prossima serie A. Se lo giocano Lecce (38 punti) e Cremonese (37). Se il Lecce vince, è salvo aritmeticamente. Se pareggia, deve sperare che la Cremonese pareggi o perda. Esiste anche la possibilità di arrivare a uno spareggio, nel caso in cui il Lecce perdesse in casa contro il Genoa e la Cremonese pareggiasse contemporaneamente in casa con il Como. In tal caso, si giocherebbe su due partite, andata a Cremona e ritorno a Lecce.
È stata una domenica sera da togliere il respiro. I primi tempi delle tre partite-salvezza hanno espresso il meglio che ci si potesse immaginare, dal punto di vista emotivo. Sono stati 45 minuti che hanno dato come esito finale una totale conferma della classifica preesistente, ma passando attraverso emozioni continue. Tra il 25’ e il 27’ ad esempio, a Udine è stato concesso e poi revocato un rigore all’Udinese, che sarebbe stato il potenziale 1-1 e quasi contemporaneamente il Sassuolo si è visto annullare un gol di Berardi che avrebbe portato il risultato sul 2-2. Poteva essere uno snodo importante, invece le distanze in classifica sono rimaste invariate. Per altri due minuti, il Cagliari è stato potenzialmente risucchiato nella lotta salvezza quando Obrador ha portato in vantaggio il Torino, risultato poi ribaltato da Sebastiano Esposito e Yerry Mina.
Esattamente il contrario è accaduto nella prima mezz’ora dei secondi tempi, con il terrore di sbagliare come ventitreesimo giocatore in campo ovunque. A Udine, la Cremonese ha nettamente arretrato il suo raggio d’azione, difendendo con tutte le proprie forze il risultato favorevole. A Reggio Emilia il Sassuolo ha provato a raddrizzare il risultato soprattutto nei primi dieci minuti, ma Nzola si è mangiato due gol clamorosi. A Cagliari intanto la partita si è assestata – ma il Cagliari si sarebbe potuto permettere anche un pareggio – se si fa eccezione per qualche piccola distrazione della difesa sarda, rimediata da Caprile. Poi però a Reggio Emilia è arrivato il colpo di scena: gol strepitoso di Pinamonti, Sassuolo-Lecce 2-2, con i pugliesi che sono sprofondati per qualche minuto nel dramma pochi minuti dopo aver tirato un sospiro di sollievo per una traversa di Thorstvedt. A Udine invece Audero è volato all’incrocio dei pali per deviare una conclusione da fuori di Solet. E poi il colpo di scena dei colpi d scena: all’ultimo pallone giocabile, Stulic ha segnato il gol del 3-2 per il Lecce, consentendo così ai giallorossi di superare nuovamente la Cremonese.
Il campo bollente dell’ultima giornata di campionato sarà lo Zini di Cremona, dove i padroni di casa, costretti a vincere per sperare ancora, affronteranno il Como che ha ancora una chance di entrare in Champions League. Al Via del Mare invece sarà il Lecce a non poter sbagliare contro un Genoa totalmente tranquillo e mai arrendevole, come ha dimostrato in casa contro il Milan. Lecce favorito e padrone del proprio destino, Cremonese sfavorita ma non rassegnata. Sarà una settimana di passione.