
Flopmeiners e le magie di Rolando Mancini, zuccate-derby da record
Fatti, numeri e curiosità della 37esima giornata di Serie A

Milan e Roma quasi in Champions, Juventus quasi fuori, Lecce quasi salvo, Cremonese quasi in B. Oltre ai verdetti aritmetici (qualificazione del Napoli nell’Europa che conta e salvezza del Cagliari) sono questi i titoli della domenica con le (più o meno) magnifiche venti in campo. L’Inter pensa alle feste e pareggia in casa con il Verona già retrocesso, nessun bomber nei primissimi posti della classifica cannonieri va a segno. Mancano 90 minuti al termine del campionato 2025-26 e la sorpresa più clamorosa potrebbe essere la Juve in Europa League: neppure la vittoria nel derby in casa del Torino garantirebbe alla Banda Spalletti il quarto posto. Milan e Roma hanno il destino nei loro piedi rispettivamente in casa contro il Cagliari e a Verona.
STADIUM – C’era una volta il fortino Stadium. L’effetto si è via via attenuato negli anni. In questo campionato la Juventus in casa ha vinto solo 10 partite su 19, come nel torneo 2021-22, quello del ritorno di Allegri sulla panchina bianconera. Allora i punti erano stati addirittura di meno: 35 contro i 37 della “dupla” Tudor-Spalletti. Il trend stagionale è peggiorato decisamente nell’anno solare: 5 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte (contro Como e Fiorentina) nelle 11 gare casalinghe del 2026. E pensare che nei primi otto campionati nel nuovo impianto (per un totale di 152 partite) le sconfitte erano state soltanto 5…
FLOP – Più che Koopmeiners… Flopmeiners. Il mancato rientro dagli spogliatoi nella ripresa del centrocampista olandese certifica definitivamente il suo fallimento in maglia bianconera. Quasi due anni dopo il suo arrivo dall’Atalanta (in cambio di 51 e passa milioni di euro) non ci sono più scuse. Quello che sembrava l’acquisto top del mercato estivo 2024 targato Giuntoli è ormai in uscita dalla Juventus. Suonano sirene inglesi, la Premier si avvicina e magari lì Koop potrà tornare ai livelli di quando era alla Dea con Gasperini allenatore. Quel Koopmeiners era uno straordinario guastatore da 26 gol in tre campionati. Il Koopmeiners juventino è sempre sembrato il fratello scarso e chiude con soli 3 centri in due tornei. Neppure l'iniziale "spallettata" (trasformarlo cioè in difensore) è servita a scuoterlo.
DEDICHE – La splendida esecuzione mancina di Rolando Mandragora che ha chiuso i giochi a Torino sul 2-0 per la Fiorentina rischia di buttar fuori la Juventus dall’Europa che conta. E il centrocampista viola classe ’97 (che sale a 7 in classifica cannonieri) fa così un gran favore ai suoi due “mentori”: quel Gasperini che ai tempi del Genoa lo fece esordire in A a Marassi a soli 17 anni e 4 mesi proprio contro la Juventus e per di più da titolare e quell’Allegri che lo allenò alla Juve nel 2016-17.
ZUCCATE – Gol in fotocopia quelli di Gianluca Mancini che – prima sotto la Nord su corner di Pisilli e poi sotto la Sud su corner di Dybala – regalano alla Roma il derby e una fetta di Champions. Mai nella storia un derby era stato deciso dalla doppietta di un difensore. Il trentenne centrale toscano aveva già deciso una stracittadina romana due anni fa, il 6 aprile 2024, allo stesso modo: corner (di Dybala) e colpo di testa vincente sotto la Sud con la stessa esultanza-omaggio al pubblico di ieri.
DISCHETTO – Con 9 rigori a favore (di cui 7 trasformati) il Milan è il re del dischetto. Anche a Marassi un penalty, nettissimo, per l’incursione di Nkunku travolto poi dal portiere genoano. Il francese dal dischetto non perdona: 5 su 5 (Leao ha segnato gli altri due; di Fullkrug e Pulisic gli unici errori rossoneri dagli undici metri). Per Nkunku – il cui ingresso domenica scorsa contro l’Atalanta aveva dato una bella scossa - il totale sale a 7. Davanti, dei suoi compagni, ha solo Leao (a 9) e un Pulisic (a 8) ancora a secco nel 2026.