
Juve, la Champions sul campo non manca da 15 anni: sono due i dati che spaventano. E quel paragone Spalletti-Tudor...
Di Gregorio imperfetto, Yildiz scomparso: ai bianconeri sembra mancare anche la personalità

Il ko con la Fiorentina rischia di mettere in discussione tutto il lavoro di Luciano Spalletti con la Juventus. Adesso ai bianconeri serve un miracolo per andare in Champions non avendo più il destino nelle proprie mani. Un traguardo, quello della qualificazione alla massima competizione europea per club, che i bianconeri non mancano da ben quindici anni (era la stagione 2010/2011). Dato che esclude l'annata 2022/2023, con la Vecchia Signora che si classificò alla fine settima ma per colpa dei dieci punti di penalizzazione derivanti dal caso plusvalenza. Anche quella Juve infatti, almeno sul campo, totalizzò 72 punti che sarebbero valsi la Champions.
Tornando sul lavoro di Spalletti che, ha ottenuto 12 punti contro Lazio, Como, Milan, Atalanta, Hellas Verona, Genoa, Inter e Parma proprio come il suo predecessore Tudor, attenzione a due dati che dicono molto: contro la Viola la Juve ha ottenuto per la 16esima volta in stagione gol al primo tiro in porta (sui 35 subiti, percentuale del 46%). Statistica che accende ancora i riflettori su Di Gregorio, tutt'altro che perfetto. Il secondo dato è quello relativo alle rimonte. In Serie A, con Spalletti, la Juve non è mai riuscita a vincere una gara in cui era andata in svantaggio. Segno della scarsa personalità della squadra quando è sotto pressione, specialmente tra mura amiche.
Capitolo singoli: se Di Gregorio è finito di nuovo nel mirino, non si può non parlare di Kenan Yildiz. Il turco, nelle ultime sette partite (cinque giocate da titolare) non ha lasciato segno( zero gol e zero assist). Adesso che c'è bisogno di lui, il 21enne non sta trascinando i compagni da vero leader con l'unica giustificazione relativi ai problemi fisici accusati nelle ultime settimane.