
Da Shakira a Ruud, all’estero si ride dell’Italia senza Mondiale. Buonfiglio: "La chiave non ce l’ho"
L'analisi del presidente del Coni: “Bisogna cambiare dalla testa, non dalla base, perché le società di base fanno tanta fatica"

Escluso e persino preso a sberleffo. Il calcio, segnato dal terzo flop consecutivo al Mondiale, dalla involuzione tecnica di un campionato senza appeal e da una serie di inchieste, lotte interne e comportamenti in campo e fuori non edificanti, diventa sempre più bersaglio di critiche feroci e scherni - persino oltre confine - in una fase storica in cui gli altri sport (dal tennis all'atletica, dal volley allo sci) con i suoi eroi stanno vivendo la loro 'golden age'.
La fotografia scattata alla Farnesina nel corso della terza edizione del progetto 'Sport e Innovazione Made in Italy' con i premi consegnati ai nuovi ambasciatori della diplomazia dello Sport (Gregorio Paltrinieri, Andy Diaz, Filippo Volandri, Vincenzo Nibali e la Federazione Medico Sportiva italiana) evidenzia come in questo ruolo di diffusione del 'made in Italy' nel mondo manchi proprio il pallone. Un'assenza che fa rumore al punto da diventare simbolo di un momento difficile e complicato.
L'analisi del presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, a margine dell'evento, sintetizza il periodo nero di quello che resta ancora lo sport più popolare in Italia ma che da diversi anni non è più un modello. "Noi non abbiamo bisogno di esempi negativi per le nostre ragazze e i nostri ragazzi ma di proporre quotidianamente questi valori. Specialmente chi è più protagonista e ha questa responsabilità. Mi riferisco al calcio, che deve cambiare dalla testa, non dalla base, perché le società di base fanno tanta fatica", ha dichiarato il numero uno dello sport italiano che poi è andato più sullo specifico facendo paragoni con protagonisti e discipline che stanno catturando l'attenzione di pubblico e media: "Non possiamo vedere che al tennis il giudice dice grazie e stanno tutti zitti, mentre sui campi di calcio succede quello che sapete più di me. La chiave per risolvere questa situazione non ce l'ho, però come ha detto il ministro Tajani l'Italia sta facendo sistema nello sport, allora dobbiamo cercare di far diventare sistema il calcio, visto che sono i maggiori protagonisti quotidiani, specialmente delle massime serie", ha aggiunto.
Il pallone italico mai come in questa fase storica paga dunque - ma non solo - la mancanza di risultati così roboanti da rimbalzare anche fuori confine. Dall'inno 'scanzonato' di Shakira intitolato "Dai Dai" cantato con i Burna Boy per i Mondiali 2026 (con un titolo dall'espressione tipica del tifo italiano vissuto dai tifosi come un'ironia della sorte, visto che la Nazionale Azzurra rimarrà a casa) è arrivata domenica pomeriggio, nella finale contro Jannik Sinner, il lungolinea del tennista norvegese Casper Ruud che con toni scherzosi ma neanche troppo, ha preso in giro il calcio italiano. "Sinner è un fenomeno, siete nel tennis i migliori al mondo ma nel calcio la storia è differente", ha detto facendo chiaro riferimento alla Norvegia di Haaland che ha spinto gli Azzurri ai fatidici playoff e alla successiva eliminazione dal torneo della prossima estate. Il tennista riporta alla mente il pensiero di Woody Allen secondo cui il modo di scherzare è dire la verità perché "è lo scherzo più divertente".