Per la sua seconda edizione, Pattada Wild Trail ha ampliato la proposta agonistica e più ancora i suoi stessi orizzonti. Ad imporsi nella prova clou dell’evento ambientato sulle montagne del Logudoro (antico territorio della Sardegna) sono stati infatti due atleti extraisolani: Luca Carrara e Katarina Sulikova. Il forte atleta bergamasco del team The North Face ha sbaragliato la concorrenza in campo maschile, chiudendo in quattro ore, 12 minuti e 30 secondi l’anello da 42 chilometri e 2200 metri di dislivello positivo di Sa Pedrosa Mountain Marathon, imitato in gara donne dalla slovacca Katarina Sulikova che tagliato il traguardo cinque ore, 33 minuti e 31 secondi dopo il segnale di partenza dal campo base della centralissima Piazza d’Italia, cuore pulsante del paese che sorge ad ottocento metri di quota, in posizione panoramica sulle montagne - a tratti dolci e boscose, a tratti aspre e rocciose del centro-nord della Sardegna.
© Photo Sonia Siddi/scattoimperfetto.it
Entrambi in un certo senso habitués dell'isola, Carrara e Sulikova hanno dominato la prova lunga di una manifestazione che è andato in scena in condizioni meteo fresche e quindi ideali per correre, soprattutto dopo che il vento - impetuoso alla vigilia - ha concesso una tregua quantomai benvenuta. Praticamente imbattuto nelle gare trail e sky sull'isola fin dallo scorso autunno, Luca ha inflitto un distacco di 30 minuti e sette secondi al secondo classificato - il modenese Roberto Gheduzzi del team Mud&Snow - lungo l'itinerario che aveva nei 1094 metri di Monte Lerno il suo GPM-gara. A sigillare il podio, chiudendo la sua prova 36 minuti e 14 secondi dopo il vincitore, è stato lo slovacco Pavol Porubcan, reduce - solo il weekend precedente - dal Sardinia Trail andato in scena su tre tappe per un totale di un centinaio di chilometri, nonché connazionale di Sulikova che - da parte sua - ha prevalso con quasi un quarto d’ora di vantaggio (14 minuti e 22 secondi) sulla quotata local Federica Frongia (Cagliari Atletica Leggera), mentre ammonta a 37 minuti il ritardo di Manuela Flore che ha completato il podio femminile. La vincitrice ha pure raggiunto la top ten della classifica assoluta, con il nono posto di un ranking M/F da 43 elementi. Top five donne nell’ordine per Paola Muzzu di Atleticamente ASD e per Sara Fiori. Tra gli uomini la parte alta della classifica è stata chiusa con pieno merito (in quarta e quinta posizione) da Davide Demartis e da Marco Aresu, quest'ultimo skyrunner di Margiani Team ASD di Villacidro.
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LUCA CARRARA
"Ci tenevo molto a venire a Pattada: è stata una fortuna ricevere l'invito a venire qui e poi un piacere correre su queste montagne. Quando siamo partiti all'alba è stata una bella sorpresa trovarmi a correre dentro paesaggi che non mi sarei aspettato di attraversare. Mi è piaciuto anche tutto il contesto, il post-gara e la festa finale: ritrovare tanti amici, parlare con la gente del posto e ricavarne la sensazione che si possono davvero creare eventi come questi che indicano una direzione e aprono delle opportunità. Sono felicissimo di essere venuto qui e spero di ritornare. Intanto in bocca al lupo agli organizzatori e complimenti".
KATARINA SULIKOVA
"Sono molto contenta del mio risultato. La concorrenza non mancava. Vengo spesso a correre gare di trail in Sardegna. Molti pensano che qui non ci siano montagne ma non è vero! Faccio anche qualche gara nell'Italia settentrionale: Dolomiti e Valle d'Aosta. Posso dire che le montagne della Sardegna sono diverse dalle Alpi ma le quote sono rispettabili e il terreno è spesso molto tecnico e comunque bellissimo. Qui a Pattada ho trovato una bella alternanza di sentieri di montagna e di tratti corribili. Complimenti agli organizzatori e ai volontari, hanno fatto un gran lavoro".
Ad aprire il fine settimana di Pattada Wild Trail, organizzato con passione e competenza dalle ragazze e dai ragazzi di ASD s’Alvéschida EXP/Pattada Skyrunning e premiato dalla partecipazione di oltre quattrocento tra atleti e amanti delle escursioni in natura, era stata nel pomeriggio di sabato 16 maggio la prova d’ingresso Nodu Altu Short Trail (10 chilometri per 430 metri D+). Domenica 17 invece, un'ora e mezza dopo il via della fin lì inedita mountain marathon - era scattata la prova intermedia Serra ‘e Kelos Trail (24 chilometri per 1500 metri D+), vale a dire le due distanze originali dell’evento.
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Missione vittoria portata a termine con successo sabato pomeriggio da Simone Tola (Podistica Amatori Olbia) e da Francesca Coraddu di ASD Cagliari Atletica Leggera nella veloce gara che aveva per principale teatro d'operazioni la spettacolare pineta del Parco “Salvatore Pala” che domina il centro abitato. Già vincitore sulla distanza più breve nella prima edizione di PWR, Simone si è ripetuto con il tempo finale di 43 minuti e 34 secondi al capolinea - per lui vincente - di una prova segnata da un errore di percorso da parte di alcuni dei concorrenti più accreditati al successo finale, episodio sfortunato che nulla ha tolto ai meriti dei due effettivi vincitori. Secondo e terzo gradino del podio di gara uomini quasi in volata per Simone Corrias da Oliena e Giuseppe Corda di Alghero Marathon, separati al traguardo da soli otto secondi, staccati rispettivamente di cinque minuti e 41 secondi e di cinque minuti e 49 secondi.
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Tra le donne Coraddu vince in 58 minuti e 48 secondi, tempo che le permette di scalare fino alla quindicesima casella una classifica generale da 81 finishers. Ammonta invece a poco meno di un minuto (46 secondi) il ritardo dalla vincitrice della seconda classificata: la tedesca Pamela Veith (TSV Kusterdingen). Gradino finale del podio per Marilena Atzeni, che ha chiuso la sua prova con un tempo di soli tredici secondi oltre l’ora di gara.
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A fare di gran lunga la parte del leone in termini numeri è stata domenica mattina la non a caso classica e - appunto - partecipatissima prova trail da 24 chilometri che nella prima parte del suo itinerario e poi in quella finale “calcava” lo stesso terreno della mountain marathon. In gara uomini il piemontese Enrico Mensio (atleta piemontese tesserato per Margiani Team ASD) ha tagliato il traguardo due ore, 28 minuti e 21 secondi dopo il via, prevalendo per due minuti e 25 secondi sul polacco Krystian Patryk Poremba. A chiudere i giochi del podio è stato l'oristanese Marco Marras (come il vincitore Mensio portacolori del Margiani Team) che ha portato a termine la sua prova in due ore, 51 minuti e sei secondi.
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In campo femminile successo a braccia alzate per la bresciana Sara Morandini con il tempo finale di tre ore, 25 minuti e 59 secondi, riscontro cronometrico che la pone al ventisettesimo posto di una classifica assoluta da 123 effettivi. Seconda posizione per Maria Vittoria Zentile (a nove minuti e 54 secondi). Sul gradino finale del podio ha messo invece piede Roberta Lai, al traguardo in tre ore, 38 minuti e 31 secondi.
Al di là degli aspetti agonistici, a completare il programma di PWT 2026 sono stati due altri appuntamenti. Ad aprire i lavori era stato - nella mattinata di sabato - il convegno di presentazione impreziosito dai contributi tecnici del medico dello sport Michele Ruggiu (poi impegnato in gara sulla media distanza) e dell’ultramaratoneta Marco Spina, conosciuto per la sua partecipazioni ad eventi quali la Marathon des Sables e la 100km del Passatore. Al convegno abbiamo avuto il piacere di partecipare nelle veste di relatori anche noi di Sportmediaset con un intervento sul racconto del territorio attraverso lo sport e in particlìolare gli eventi come Pattada Wild Trail.
© Stefano Giovanni Gatti
Grande successo hanno riscosso poi le diverse escursioni proposte da un team di guide ambientali coordinate da Zaino Sardo. Decine di camminatori si sono lasciati rapire dalle bellezze paesaggistiche e dalle emergenze archeologiche del Monte Lerno e del Monte de Subra, mentre i musei identitari del paese hanno aperto i battenti per svelare la storia di una comunità a vocazione agropastorale che conserva e tutela sapientemente la sua identità.
Fra i premi offerti dagli organizzatori non potevano mancare le resolzas, i coltelli a serramanico rinomati in tutto il mondo e realizzati dai fabbri ferrai pattadesi, e altri prodotti d’eccellenza dell’artigianato e dell’agroalimentare. Per la realizzazione dell’evento, gli organizzatori hanno potuto contare sul fondamentale contributo del Comune di Pattada, delle attività produttive locali e di decine di volontari che hanno garantito l’accoglienza e la sicurezza degli atleti sui percorsi.
© Stefano Giovanni Gatti
Il fine settimana running di Pattada è culminato in senso conviviale e inclusivo con il tradizionale pranzo finale nella tensostruttura allestita in Piazza d’Italia, la coinvolgente musica dei Krakatoa e la ricca cerimonia delle premiazioni, al cui termine il team organizzatore ha dato l’appuntamento per la terza e già attesissima edizione dell’evento, concedendosi al tempo stesso il tempo di festeggiare con atleti, accompagnatori e popolazione locale la soddisfazione per il pieno successo di un fine settimana nel quale gli stessi organizzatori hanno dato fondo a tutte le energie e... corso quanto se non più dei concorrenti!