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Zarco, tempi lunghi per il rientro: "Non ero più connesso. Urlavo da dolore, nessuno mi aiutava"

Il pilota nizzardo rivive le fasi più calde della sua "domenica bestiale" a Barcellona

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Si preannunciano tempi lunghi per il ritorno in gara di Johann Zarco dopo il drammatico incidente domenica scorsa a Barcellona. Ad annunciarlo è stato il suo team (LCR Honda) con questo comunicato:

Martedì 19 maggio, Johann Zarco ha fatto visita a Lione al dottor Bertrand Sonnery-Cottet, chirurgo ortopedico di fama mondiale presso il Centre Orthopédique Santy di Lione (Francia), specializzato nella gestione delle lesioni ai legamenti del ginocchio e nei traumi sportivi, per valutare ulteriormente le sue condizioni fisiche. A seguito di un esame approfondito, si stima che dovrà attendere un paio di settimane prima di sottoporre il pilota ad intervento chirurgico per i danni ai legamenti, così da permettere al trauma iniziale e ad altre lesioni al ginocchio di guarire parzialmente prima della procedura. Dopo l'intervento verrà stabilito un programma di recupero dettagliato, che consentirà al team medico di valutare una possibile tempistica per il suo rientro. Tutto il team Castrol Honda LCR è in stretto contatto con Johann Zarco e continuerà a fornire aggiornamenti man mano che la data si avvicinerà”.

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Zarco ha rivissuto così la sua sfortunata domenica al Gran Premio della Catalogna:

"Ho evitato i pezzi più grossi del primo incidente ma ho comunque colpito un detrito con il piede sinistro. Quando mi sono fermato ai box avevo un dolore terribile. Mi sono tolto lo stivale e il piede era già viola. Abbiamo messo del ghiaccio sull’ematoma e il dolore si è un po’ attenuato. Lì avrei dovuto prendere la decisione di rinunciare al resto. Non ero più connesso quando ci siamo rimessi in griglia. Non sono partito bene, così mi sono ritrovato così con più moto attorno, sono stato risucchiato dalla scia di Marini e non sono riuscito a fermarmi per evitarlo. Ho fatto una serie di capriole insieme alla moto di Bagnaia. La mia gamba sinistra è rimasta incastrata tra la ruota, la sella e lo scarico. Ero bloccato nella ghiaia, urlavo dal dolore, la gamba iniziava a bruciare, e tutti quelli che arrivavano attorno a me non osavano toccarmi per paura di aggravare le mie ferite. Allora ho tirato la gamba, e alla fine mi hanno aiutato. Mi hanno immobilizzato, tagliato la tuta, messo una flebo per farmi smettere di soffrire… Non avevo mai vissuto una cosa del genere: è stato terrificante".