FORMULA 1

Pista in salita: Ferrari, tutte le incognite di Montreal

La Rossa insegue la prima vittoria in Canada da otto anni a questa parte, ma le prospettive non sono incoraggianti. A meno che...

di Stefano Gatti
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La Mercedes resta indiscutibilmente lontana, la McLaren si sta minacciosamente avvicinando. In Canada la missione ferrarista è particolarmente delicata, perché il ruolo di anti-Frecce d'Argento abbracciato da Maranello ad in inizio campionato rischia di passare nelle mani del team campione del mondo costruttori delle due ultime stagioni. Dopo aver surclassato il diretto rivale nei primi due GP (27 punti a dieci in Australia, addirittura 40 a 8 in Cina), la Rossa ha messo la retromarcia nelle due tappe più recenti, limitando sì i danni a Suzuka (23 punti a 28), per poi però incassare un colpo durissimo a Miami (20 punti a 48). In Florida addirittura McLaren (complice il momento di scarsa vena di Russell) ha messo insieme un bottino di tre punti più cospicuo della Mercedes pigliatutto: non era mai accaduto nelle prime tre tappe iridate. 

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A Montreal quindi la Ferrari deve dare segni di riscossa e deve farlo su un tracciato non particolarmente amico, almeno in tempi recenti: l'ultimo successo risale al 2018 e al volante c'era Sebastian Vettel. Nella battaglia degli aggiornamenti, la Rossa parte in questo caso in salita: quelli portati sulle SF-26 di Hamilton e Leclerc a Miami non hanno prodotto risultati particolarmente significativi e in Canada è la volta di Mercedes e in parte McLaren presentarne di nuovi. Occorre insomma tenere duro in un momento in cui si dovrebbe andare all'attacco. La speranza è che ciò che a Miami non ha fatto la differenza mostri a Montreal il suo potenziale. Il parziale cambio di scenario estivo con l'ADUO (che in nessun caso rappresenterà una rivoluzione), rischia di arrivare fuori tempo massimo per le già residue chances ferrariste di lottare per i titoli iridati, anzi ormai solo per mantenere il ruolo di seconda forza.