LAZIO

Lazio, Lotito: "Sarri? Ha un contratto, chiedete a lui. Se i giocatori avessero i miei attributi..."

Il presidente biancoceleste a valanga sul futuro del tecnico e sul rapporto con i tifosi. Poi elogia Pedro alla cena di addio

© ipa

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Claudio Lotito è un fiume in piena: da Sarri ai giocatori, dal rapporto con i tifosi al cantante Tommaso Paradiso, tifoso biancoceleste. "Sarri? Ha un contratto con la Lazio, io sono il presidente della società, che volete da me? Chiedete a lui", ha detto il presidente biancoceleste intercettato a Montecitorio, per un pranzo veloce. “L’allenatore ha un contratto con noi, punto”, ha risposto Lotito. 

Poi sui risultati della squadra: "I tifosi hanno ragione: abbiamo perso con le squadre piccole e abbiamo vinto con le grandi. Qualcosa non ha funzionato. Una stagione maledetta con migliaia di infortuni. Io non mi devo scusare di niente, se non dei risultati che non sono venuti. Forse all’inizio dell’anno ho delegato troppo, poi ho ripreso la società in mano e i risultati sono venuti. Io faccio pure l’ammortizzatore sociale, ‘sti stronzi sennò con chi si sfogano? Faccio pure il pungiball, Friedkin invece è un fantasma...". E ancora: "Giocare senza il tifo non è la stessa cosa ma anche con i tifosi non è cambiato nulla: con l’Inter abbiamo perso 2-0, un autogol e una palla che gli abbiamo dato noi, poi ci siamo mangiati tre gol davanti alla porta. Che cosa ha fatto l’Inter per vincere? Abbiamo fatto tutto noi. Se i giocatori avessero gli attributi che ho io sarebbe già finita la partita, non c’è storia per nessuno. Il problema è che quando vanno in campo si cac... sotto...". Sulla lettera del cantante Tommaso Paradiso: "Non so chi sia. Io non leggo niente, non ascolto la musica, non ho tempo. Dormo tre ore a notte e lavoro 21 ore al giorno". E ancora: "Fare la pace con i tifosi? Non lo dovete chiedere a me, io non ho mai fatto la guerra a nessuno. Devo tutelare la storia della Lazio, non posso farla fallire. Stadio vuoto? Lo dovete chiedere a quelli che non vengono, mica li posso inchiodare. Non vogliono venire? Non vengano…".

In serata Lotito ha partecipato alla cena di addio di Pedro: "Pedro è un campione, un esempio per tutti e rappresenta la storia del calcio oltre che un modello sportivo. Ha tracciato un percorso nella Lazio nonostante provenisse dalla squadra avversaria, la Roma, e ha avuto il coraggio di fare una scelta non facile. Non l'ho mai sentito alzare la voce, è sempre stato il primo ad arrivare al campo, ha sempre giocato con la testa e quindi oggi per me essere qui è un onore. È un campione nella vita ed esempio per la dedizione, per la determinazione e per la voglia di essere un punto di riferimento. Sempre in silenzio, mai alzando la voce e dimostrando a tutti che con il sacrificio, le capacità, lo spirito di gruppo e la voglia di vincere si può dare una testimonianza attiva di quello che è il mondo dello sport".