
Giro d'Italia, Alec Segaert anticipa tutti e si prende la 12ª tappa a Novi Ligure. Eulalio sempre in rosa
Zambanini, nono, migliore degli italiani. In difficoltà i velocisti

Nella terra dei "Campionissimi" Costante Girardengo e Fausto Coppi, Alec Segaert va a prendersi la 12ª tappa con un'azione da campioncino. Il classe 2003 della Bahrain anticipa quello che resta del gruppo - velocisti in difficoltà sulle due salite di giornata - a tre chilometri dall'arrivo e va a prendersi una vittoria in solitaria sul traguardo di Novi Ligure. Per il belga è la seconda vittoria nel 2026. A completare il podio il suo connazionale Toon Aerts (Lotto-Intermarché) e l'uruguaiano ex Maglia Rosa Guillermo Silva (XDS Astana). Edoardo Zambanini, compagno di squadra di Segaert, è il primo degli italiani (9°). In chiave classifica generale Afonso Eulalio guadagna sei secondi di abbuono sprintando al traguardo volante.
La gara -
La tappa prende il via da Imperia ed è caratterizzata da ben due fughe. I primi ad andare in avanscoperta sono Jonas Geens (Alpecin PremierTech), Manuele Tarozzi (Bardiani), Jardi Christiaan Van der Lee (EF Education), Juan Pedro Lopez (Movistar) e Mattia Bais (Team Polti). I cinque animano la prima parte della tappa, ma il loro vantaggio non va mai oltre i due minuti. Le squadre dei velocisti, Unibet Rose Rockets per Dylan Groenwegen e la Soudal Quick-Step per Paul Magnier tengono infatti chiusa la corsa, mettendosi subito a tirare per mantenere sotto controllo la fuga. I cinque vengono ripresi a un centinaio di chilometri dall'arrivo, ma dal gruppo evadono altri atleti. Dopo una serie di scatti e controscatti la situazione si stabilizza, ma non per molto, con sei uomini al comando: oltre a Geens, Tarozzi e Vander Lee che hanno la forza per inserirsi anche in questo tentativo, ci sono Johan Jacobs (Groupama), Jonas Rutsch (Lotto Intermarché), Fredrik Lavik Dversnes (Uno-X Mobility). Anche questa fuga ha però vita breve dato che, pur superando i due minuti di vantaggio sul plotone, sulla salita di Colle Giovo (11,4km al 4,2%) si mette in testa la Movistar per mettere in difficoltà i velocisti e favorire il campione venezuelano Orluis Aular. Il ritmo della formazione spagnola consente al gruppo di rientrare sugli uomini in avanscoperta, completamente riassorbiti ai -67 dall'arrivo.
I velocisti in crisiTra le ruote veloci vanno invece in difficoltà la maglia ciclamino Paul Magnier (Lidl-Trek), Casper Van Uden (Team Pic Nic), Jonathan Milan (Lidl-Trek), Ethan Vernon (NSN) e Groenewegen. Sulla discesa seguente alcuni riescono a rientrare, ma la strada torna immediatamente a salire con il Bric Berton (5,5km al 5,9%) e a farne le spese tra i big sono Milan, Van Uden e Magnier. A mettere ulteriore pepe nel finale ci pensa la Maglia Rosa Afonso Eulalio, in forma smagliante. Il portoghese allunga in vista del traguardo volante e si prende sei secondi di abbuono: ora ha 33" di vantaggio su Jonas Vingegaard e 2'03" su Thymen Arensman. In uno strappo ai -7 dall'arrivo tenta l'allungo Giulio Ciccone (Lidl-Trek), che si muove con coraggio per provare ad anticipare i velocisti. Sulle sue ruote si porta lo spagnolo Igor Arrieta (Uae), vincitore a Potenza. Tuttavia, il gruppo, con la Jumbo Visma di Vingegaard in testa, non lascia spazio e i due vengono ripresi ai -6. Tre chilometri più avanti dal gruppo evade dal gruppo Segaert che, con un'azione da finisseur, conquista il suo primo successo in un Grande Giro: "È fantastico aver vinto così, è il mio modo di vincere. Tutto è andato secondo i piani, ho visto l'opportunità e sono partito a tutto gas. Poi l'importante è non voltarsi mai", le parole di Segaert all'arrivo.
La tappa di domani -
La tredicesima frazione, 189 chilometri da Alessandria a Verbania, è piatta per i primi 160 km, ma si movimenta nella parte finale in cui si trovano tutti i 1400 metri di dislivello. Si attraversa da Sud a Nord la pianura Padana da Alessandria fino a raggiungere il Lago Maggiore. La tappa percorre strade prevalentemente larghe e rettilinee e attraversa alcuni centri importanti (Casale Monferrato, Vercelli) con la consueta presenza di ostacoli urbani. Dopo aver percorso la costa ovest del lago Maggiore inizia la sequenza di brevi salite che porta all’arrivo. La prima è quella di Bieno, con pendenze abbordabili, a cui segue quella di Ungiasca (4,7km al 7,1%) con alcuni chilometri sopra il 10%. Dopo lo scollinamento ai -13 dall'arrivo, ci sarà la discesa verso il traguardo di Verbania.